mercoledì 31 luglio 2013

BOBBIO AI LAVORATORI TERMALI SULL'ATTO DI INDIRIZZO: NESSUNA SPERANZA!

Ai 220 lavoratori delle Terme di Stabia i quali con un lungo, accorato, addolorato e preoccupato comunicato, prendono atto dell'inerzia di un'Amministrazione Comunale incapace e inadeguata, nel manifestare ancora una volta il dolore per non aver potuto portare a compimento il percorso da me ideato che, se fosse stato votato il bilancio di previsione 2012, oggi li vedrebbe in una condizione assolutamente migliore di quella odierna, debbo un chiarimento circa il loro riferimento all'atto di indirizzo che la mia opposizione di allora e i 4 traditori della maggioranza ( uno dei quali figlio di una loro collega ) si votarono in uno degli ultimi consigli comunali. Oggi come allora affermo e ribadisco che si trattò di una manovra squallida e strumentale, avente ad oggetto un deliberato dai contenuti chiarimenti illegittimi, giocata ancora una volta da quella gente sulla vita e sul destino dei lavoratori delle Terme di Stabia. Il loro obiettivo di allora era di far cadere la mia Amministrazione anche passando sulla pelle dei lavoratori come puntualmente fecero. Oggi dico ai lavoratori, con la chiarezza di sempre, non vi aspettate che quell'atto di indirizzo illegittimo possa trovare la benchè minima attuazione. Quell'atto di indirizzo non viene applicato perchè non può essere applicato: nessun Dirigente comunale e nessun Sindaco può assumersi la responsabilità contabile di un simile gesto ( come ben sapevano coloro che all'epoca lo proposero e che lo votarono ). Dichiara l'ex Sindaco di Castellammare di Stabia Luigi Bobbio
Certo che la stanchezza e la desolata sfiducia dei 220 lavoratori delle Terme di Stabia e, conseguentemente, la totale mancanza di credibilità dell'attuale Amministrazione nei loro confronti, si possono ormai cogliere dalla profonda differenza tra il clima sociale quale si era instaurato negli anni della mia Amministrazione e quello che si registra dal momento della vittoria di Nicola Cuomo. Durante la mia Amministrazione, i cortei dei lavoratori delle Terme di Stabia in Città erano pressoché quotidiani cosi come i presidi davanti a Palazzo Farnese, entrambe le iniziative sempre corrette e sempre motivate dalla volontà dei lavoratori stessi di premere sulla mia amministrazione mantenendo aperto e vitale un dialogo e un confronto sempre costruttivi e propositivi. Da quando è stato eletto Sindaco Nicola Cuomo ( ed addirittura da quando si insediò il Commissario Straordinario) non c'è stato più da parte dei lavoratori termali né un corteo né un sit-in davanti Palazzo Farnese,  ritengo per sopravvenuta totale mancanza di fiducia da parte loro sia nei confronti del Commissario che nei confronti del Sindaco Cuomo e della sua maggioranza.

Ex Sindaco di Castellammare di S.
Presidente di Nuova Città

On. Luigi Bobbio

BOBBIO: L'EVENTUALE INELEGIBILITA' ED INCOMPATIBILITA' SONO UN PROBLEMA CHE NON E' POSSIBILE RISOLVERE COL SILENZIO.


Nessuno pensi che sulla questione da me sollevata circa l'eventuale e possibile ineleggibilità e incompatibilità dell'attuale Vicesindaco e consigliere comunale Dott.ssa AURICCHIO si possa far calare il silenzio di una strisciante censura che sta cominciando a inquinare il dibattito politico stabiese. Del resto, nel deserto politico di una inesistente opposizione a Cuomo da parte del cosiddetto centro-destra di Pentangelo-Vitiello che ormai non solo tacciono del tutto ma sono addirittura fisicamente spariti da Castellammare di Stabia e si fanno vivi solo per aspirare a cariche di potere ( si veda la triste vicenda della nipote del capoclan Cesarano aspirante alla carica di presidente del consiglio comunale) l'unica voce forte e limpida di opposizione a Cuomo e alla sua sgangherata compagine è e resta la mia e intendo proseguire su questa strada.
Il mio allarme sulle possibili ineleggibilità e incompatibilità della dottoressa AURICCHIO è stato accolto da un devastante silenzio. Nessuna nota di commento. Nessuna risposta. Nessuna dichiarazione circa l'eventuale infondatezza del problema. Eppure lo stesso è stato da me sollevato con dovizia di argomentazioni tecnico-giuridiche. La questione peraltro, se fondata, coinvolgerebbe pesanti responsabilità politico-istituzionali e, non solo, di soggetti quali lo stesso Sindaco, il Segretario Generale, la Commissione Elettorale, il Responsabile comunale del piano anticorruzione ( se nominato ) e infine quella dello stesso attuale Vicesindaco.
Se l'inqualificabile silenzio dovesse perdurare mi vedrò costretto a notificare l'intera vicenda a tutte le Autorità competenti perchè si valuti l'adozione di ogni iniziativa necessaria.
Quanto all'Assessore Marasca, ribadisco la richiesta di informare la Città circa il fatto se lo stesso abbia rimosso la sua personale causa di incompatibilità rinunciando al contenzioso civile che lo vede opposto al Comune.
Sembra poi che numerosi siano i casi di Componenti della Giunta e Consiglieri Comunali, di maggioranza come di opposizione, titolari personalmente o tramite familiari di pratiche urbanistiche afferenti immobili di realizzazione abusiva, e/o di istanze di condono edilizio non ancora definiti dagli uffici competenti. Ma di questo alla prossima puntata...   

Ex Sindaco di Castellammare di S.
Presidente di Nuova Città

On. Luigi Bobbio

giovedì 25 luglio 2013

BOBBIO: CUOMO CHIARISCA SE IL SUO VICESINDACO E' INCOMPATIBILE E INELEGGIBILE.


Questa maggioranza consiliare sta correndo molto velocemente verso il precipizio e il Sindaco Cuomo sembra animato da una vera e propria vocazione al suicidio politico. Il primo Consiglio Comunale è stato fissato per martedi 30 luglio. Mi auguro che per quella data la struttura comunale, Segretariato Generale in testa e il vertice politico nella persona dello stesso Sindaco, chiariscano quello che ad un osservatore esterno appare come un probabile e, alla luce della legislazione vigente, assai grave doppio caso di ineleggibilità e successivamente di incompatibilità.
Il decreto legislativo 8 aprile 2013 n.39, recante “disposizioni in materia di inconferibilità e incompatibilità di incarichi presso le pubbliche amministrazioni...,  a norma dell'articolo 1, commi 49 e 50 della legge 6 novembre 2012 n.190 ”, al capo VI, agli articoli 11 e 12, detta disposizioni, in particolare, in materia di ineleggibilità e incompatibilità tra incarichi nelle pubbliche amministrazioni e cariche di componenti di organi di indirizzo politico. Tra queste disposizioni, alcune in particolare sembrerebbero attagliarsi alla attuale condizione del vicesindaco in carica, dott.ssa AURICCHIO. L'articolo 12 al comma terzo prevede infatti che “gli incarichi dirigenziali, interni..., nelle pubbliche amministrazioni, negli enti pubblici...di livello regionale sono incompatibili:
a) omissis
b)con la carica di componente della giunta o del consiglio..., di un Comune con popolazione superiore ai 15mila abitanti...”.
Lo stesso articolo al comma 4 prevede ancora che: “gli incarichi dirigenziali, interni..., nelle pubbliche amministrazioni, negli enti pubblici...di livello provinciale o comunale sono incompatibili:
a) omissis
b) con la carica di componente della Giunta o del Consiglio..., di un Comune con popolazione superiore ai 15mila abitanti”.
Orbene, se, come è noto, l'attuale Vicesindaco del Comune di Castellammare di Stabia, componente della Giunta Comunale con deleghe, è attualmente e da lungo tempo Primario del reparto di Nefrologia dell'ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia, incardinato nella ASL NA 3 SUD, essendo la sua posizione giuridica corrispondente, nell'ambito della struttura dell'Ente, ad un ruolo dirigenziale, sembrerebbe proprio che ci si trovi in un doppio caso di ineleggibilità e, successivamente, di incompatibilità. La dottoressa AURICCHIO infatti sembrerebbe, a dire di taluno, non aver neanche chiesto nè tanto meno ottenuto, l'aspettativa 180 giorni prima della sua candidatura a Consigliere Comunale. Da qui sembrerebbe conseguire la sua ineleggibilità a Consigliere. D'altronde, se effettivamente risultasse aver chiesto nè ottenuto l'aspettativa dal suo incarico dirigenziale, allo stesso modo oggi conseguirebbe la sua incompatibilità come componente della Giunta Cuomo. Poichè, una richiesta di aspettativa presentata successivamente non varrebbe a sanare ne l'ineleggibilità ne l'incompatibilità in quanto occorre che la stessa aspettativa sia stata concessa non oltre il termine dei 180 giorni prima dell'elezione o del conferimento di carica di Giunta. Dichiara l’Onorevole Luigi Bobbio.
Addirittura, un'interpretazione ancora più rigorosa della legge sopra citata ( si confronto il caso del Comune di Olbia in Sardegna) prevederebbe l'inefficacia della stessa aspettativa, ancorché tempestivamente ottenuta, ai fini di una sanatoria dell'incompatibilità o dell'ineleggibilità cui si potrebbe ovviare solo con le dimissioni dall'incarico dirigenziale.
Come si vede sembrerebbe trattarsi di una vicenda estremamente delicata che, peraltro, potrebbe coinvolgere lo stesso neo Assessore Ciliberto ed eventualmente altri componenti della Giunta già titolari di incarichi in Enti Pubblici parificati o parificabili a quelli dirigenziali. Aggiunge l’ex Sindaco di Castellammare di Stabia.
La questione andrebbe chiarita e sciolta con urgenza anche perchè il capo VII del Decreto Legislativo sopra citato, che detta disposizioni in materia di vigilanza e sanzioni in casi di ineleggibilità e incompatibilità, nel chiamare in causa il responsabile del piano anticorruzione di ciascuna pubblica amministrazione ( che mi auguro vivamente il Comune di Castellammare di Stabia abbia nominato) nonché l'Autorità Nazionale Anticorruzione e la Corte dei Conti, all'articolo 17 sancisce la nullità degli incarichi conferiti in violazione delle disposizioni come sopra richiamate e, all'articolo 18 recita: “i componenti degli organi che abbiano conferito incarichi dichiarati nulli sono responsabili per le conseguenza economiche degli atti adottati”. All'articolo 19 del decreto come sopra richiamato si prevede che: “ lo svolgimento degli incarichi...in una delle situazioni di incompatibilità di cui ai capi V e VI comporta la decadenza dall'incarico”.
L'articolo 20, infine, prevede conseguenze anche di natura penale per le eventuali dichiarazioni mendaci che, come prevede lo stesso articolo, il titolare dell'incarico abbia obbligatoriamente fatto all'atto del conferimento dello stesso per asseverare l'insussistenza di una delle cause di inconferibilità di cui al decreto in argomento. Infine aggiunge il Presidente di “Nuova Città”.
Credo si tratti, come si vede, di una vicenda delicata e complessa che merita immediata e carifichiatrice risposta con l'inevitabile considerazione che, se la questione si rivelasse fondata, il giudizio politico e civile sulla inaccettabile approssimatività e incapacità di questa Amministrazione si confermerebbe.

Ex Sindaco di Castellammare di S.
Presidente di Nuova Città

On. Luigi Bobbio

BOBBIO REPLICA ALL'AMMINISTRAZIONE COMUNALE SULLA SCERBATURA


L'eccesso di livore che trasuda dalla nota diffusa dall'Amministrazione Comunale in risposta al mio intervento sulla scerbatura evidentemente dimostra che probabilmente ho toccato un nervo scoperto.  La relazione tecnica allegata al comunicato non merita risposta analitica perchè non è a me che vanno illustrate le circostanze in cui è maturato l'affidamento ma alle competenti Autorità che, eventualmente e auspicabilmente, avranno la voglia e il tempo visto l'oneroso carico di lavoro, di interessarsene nell'adempimento dei loro compiti istituzionali.
Al Signor Sindaco e al Signor Assessore, che credo siano i “ghost writers” della impersonale “Amministrazione Comunale” firmataria della nota, rammento solo che ho piacere di essere appellato come “cittadino” in quanto tale sono, anche se nella mia vita ho meritato qualche titolo politico e professionale. Ma tant'è: la collera livida e un tantinello preoccupata induce pure a qualche scostumatezza che gli perdono volentieri. Quanto alle minacce di trasmettere atti alle “ competenti autorità di controllo”, nel rendermi conto che chi si sente punto a volte reagisce minacciando, mi limito ad osservare che la cosa mi lascia assolutamente indifferente sia per l'assoluta trasparenza e linearità della mia Amministrazione e sia perchè ormai grazie al lodevole ( e, per la verità, fino al 2010 inusuale ) impegno investigativo delle “competenti autorità”, supportate da qualche calunniosa denuncia cui hanno dato prontamente seguito, la mia Amministrazione che, grazie anche al lodevole e encomiabile supporto di una macchina comunale  con me aveva ritrovato la voglia di lavorare bene, è stata già passata al setaccio stretto di qualunque autorità di P.G., giudiziaria ( sia penale che contabile ) e di controllo esistente in questo nostro magnifico Paese! Mancano soltanto le Guardie Ittiche e Venatorie! Quindi cari amici, fate pure: tutto è puro per i puri e male non fare paura non avere.
Quanto al riferimento finale, tanto velenosetto quanto infondato, alla gestione della scerbatura da parte della Multiserivizi S.p.a, invito i miei velenosetti amici a riflettere sul fatto che con le somme contrattualmente erogate dal Comune alla stessa società per l'espletamento per altro ottimo del servizio, abbiamo garantito alla Città anni di perfetta manutenzione del verde mentre con la loro gestione sono occorsi fino a d'ora ben 67.400 Euro per meno di 20 giorni di scerbatura fatta male.
Qualche cosa va detta però anche sulla relazione tecnica, senza volermela assolutamente prendere con l'architetto Quintavalle, la cui posizione, francamente, umanamente comprendo ( intelligenti pauca!). Ad esempio, qualcuno può spiegare per quale ragione nella stessa relazione tecnica si parla della suddivisione del lavoro di scerbatura in tre lotti e l'affidamento diretto è stato poi fatto sulla base di due lotti? Ancora: qualcuno può spiegare cosa c'entra il superamento del patto di stabilità con il pur possibile affidamento del lavoro a cittadini stabiesi in difficoltà a mezzo dei voucher da me introdotti? Qualcuno può spiegare come si concilia l'eccezionale urgenza dell'intervento con i 13 giorni passati fra il deposito della relazione tecnica che l'attestava e l'affidamento dei lavori? E perchè fra l'esecutività delle due determine di affidamento diretto e la pubblicazione sul sito del Comune sono passati oltre 10 giorni? Qualcuno può spiegare, in termini di somma urgenza, se un'attività di scerbatura sia o meno parificabile, per esempio, all'imminente crollo di un costone? E, sempre in termini di somma urgenza, visto che il Sindaco è anche ufficiale sanitario, non sembra ai miei due velenosetti amici che, avendo impropriamente legato il concetto di urgenza a quello di pericolo igienico-sanitario, sarebbe stato meglio allegare una nota tecnica in tal senso invece di farne oggetto di una apodittica e immotivata asserzione? Non mi sembra proprio che sul punto sia intervenuta la ASL!
Credo che sia abbastanza, limitandomi solo a ricordare ai due velenosetti amici che la Multiservizi S.p.a. non è una società privata di qualche amico ma è una controllata del Comune che dà lavoro a tanti cittadini Stabiesi.
Cari velenosetti amici, continuate cosi. Per quante cattiverie possiate dire, ormai molto rapidamente i cittadini di Castellammare di Stabia si stanno a loro spese rendendo conto di che pasta siete fatti.


mercoledì 24 luglio 2013

BOBBIO: CUOMO, UN AUTENTICO FURBETTO CERCHIOBOTTISTA. POCA FACCIATA E NIENTE SOSTANZA.

Registro che, come al solito, dopo la caduta della mia Amministrazione, della Statale Sorrentina non frega più niente a nessuno. Non si spiega diversamente come mai all'uscita della nuova galleria verso Napoli, subito dopo il vecchio distributore di benzina ormai chiuso, si sia installato da settimane, all'uscita di una curva, occupando lo stretto marciapiede e parte della sede stradale, un autentico supermercato di frutta e verdura, totalmente abusivo che occupa ormai un fronte lineare di oltre cinquanta metri e che, specialmente nei fine settimana, a causa degli incoscienti che in gran numero vi si fermano per acquistare la frutta probabilmente più inquinata d'Italia , causa ingorghi e pericoli gravissimi d'incidenti. Esiste ancora la sezione della Polizia Stradale? Esiste ancora il Comando di Polizia Municipale?
D'altronde le cose continuano ad andare malissimo, malgrado i comunicati trionfalistici, sia per quanto riguarda la viabilità e la sosta nelle zone balneari, sia per quanto riguarda l'abusivismo dilagante dell'indotto camorrista nella zona dell'Acqua della Madonna. Scrive l’onorevole Luigi Bobbio
Il ristorante abusivo "Immacolata" a Piazzetta Acqua Acidula continua i suoi affari e si dice che qualcuno continui ad avvisarlo quando si pensa ad operare qualche controllo da parte della Polizia Municipale...La sfacciataggine dei titolari comunque fin'ora non ha trovato alcun contrasto e se la G.d.F. o la Polizia Municipale vi facessero un controllo, come si dice in gergo "ad urto", una qualsiasi sera dopo le 22 potrebbero agevolemente chiuderlo e sequestrarlo in un attimo! Ma tant'è...cosi vanno oggi le cose a Castellammare di Stabia.
Il sindaco Cuomo, ormai obnubilato, addirittura parla di un presunto contrasto allo sversamento abusivo di rifiuti da parte del Comandante di Polizia Municipale, cercando di giustificarne le palesi inefficienze con un problema di organico ma non fa nulla per mettervi rimedio incapace com'è di riconoscere perfino a sè stesso che i Vigili stagionali potrebbero essere presi in qualunque momento in quanto, al di là delle sue false e patetiche spiegazioni, è dato stranoto e inconfutabile che i Vigili stagionali si pagano con i ricavi ex articolo 208 del Codice della Strada e con i costi del personale non hanno nulla a che vedere ( ribadendo ancora una volta, peraltro, che non vi è stato alcuno sforamento di tali costi). Il Sindaco Cuomo dovrebbe inoltre chiedere a sè stesso e alla dirigenza comunale, per operare un reale ed efficace contrasto allo sversamento abusivo dei rifiuti senza logorare i già ridotti organici della Polizia Municipale, per quale ragione non si rende operativa la convenzione con le Guardie Ambientali Volontarie da me predisposta e bloccata dalla caduta della mia Amministrazione. Si metterebbe cosi in campo un servizio specialistico e gratuito che consentirebbe di azzerare il fenomeno. Dichiara l’ex Sindaco di Castellammare di stabia
Il capolavoro cerchiobottista di Cuomo è però quello ideato in materia di contrasto ai parcheggiatori abusivi: dal Lunedi al Venerdi di ogni settimana, assenza totale della Polizia Municipale e campo libero per i parcheggiatori della camorra, che cosi guadagnano quel che vogliono; il Sabato e la Domenica, due striminziti presidi di facciata per fare un pò contenti i benpensanti, massacrando di lavoro inutile e mortificando il personale della Polizia Municipale.
Ormai i parcheggiatori abusivi della camorra sono dovunque: sulla salita di Pozzano, di Santa Maria della Libera, al Crowne Plaza, a Pozzano, all'Acqua della Madonna, Piazza Amendola. Stanno abbattendo recinzioni e paletti; praticano il "doppio turno" ( 5 euro la mattina e 5 euro il pomeriggio); fanno pagare anche le biciclette. Ormai girano voci insistenti circa il fatto che i pulmini di trasporto abusivo abbiano stipulato un accordo commerciale con i parcheggiatori della camorra, grazie al quale il cittadino che parcheggia presso un abusivo, nel prezzo ottiene anche il trasporto al mare, quando di ciò non si occupi direttamente il parcheggiatore abusivo con il suo ciclomotore! Dichiara il Presidente di Nuova Città
Quello che resta è esprimere la mia piena, totale e incondizionata solidarietà e vicinanza a donne e uomini del Corpo di Polizia Municipale di Castellammare di Stabia, abbandonati a sè stessi e ingiustamente mortificati da un Sindaco che vaga nel marasma più totale ( ammesso che si tratti solo di incompetenza ) e da un Comandante imbelle e inesistente.



martedì 23 luglio 2013

BOBBIO: SULLA VICENDA TERME IL SINDACO CUOMO HA TOCCATO IL FONDO. DIMISSIONI!

Sulla vicenda delle Terme e su ciò che è accaduto ieri al Palazzetto del Mare si è avuto il test definitivo sulla totale e pericolosa incompetenza e inadeguatezza del Sindaco Cuomo, il quale ormai può fare solo una cosa utile per la città: dimettersi. Dichiara l’ex Sindaco di Castellammare di Stabia.
Qualche anima candida fra i lavoratori termali, mostrando una insolita e inopportuna tolleranza, ha addirittura dichiarato di aver aspettato due mesi perché il Sindaco si facesse un’idea sulla questione Terme! Mi sarei aspettato che qualcuno evidenziasse invece ancora una volta la insostenibilità di continuare ad avere un Sindaco-Alice nel Paese delle Meraviglie; un Sindaco che, pur sbandierando con infantile orgoglio i suoi natali Stabiesi, la sua appartenenza a una nota famiglia di politici cittadini, il fatto di essere stato già Consigliere Comunale e di essere stato negli ultimi anni il responsabile cittadino del PD (circostanze in base alle quali era lecito attendersi una più che approfondita conoscenza di tutte le questioni), continua a manifestare nei fatti una reale e profonda ignoranza di tutti i gravi problemi della Città, Terme in testa. Nicola-Alice chiede tempo da quando è stato eletto. In campagna elettorale manifestava soluzioni per tutto; eletto Sindaco chiede tempo per capire su tutto. E’ incredibile. E forse sarebbe meglio che non studiasse e che non pensasse se poi se ne deve uscire, da perfetto bambinone, con ipotesi di lavoro come quelle con le quali ha cercato ieri di arringare i lavoratori delle Terme. A questi ultimi mi permetto di ricordare solo che se i quattro traditori, uno dei quali figlio di una loro collega, ( Carrillo, Maiello, Gargiulo, Pane) avessero votato il mio Bilancio di previsione 2012 senza nascondersi dietro motivazioni false e pretestuose, oggi le Terme sarebbero in piena attività, proiettate verso il futuro e il loro posto di lavoro sarebbe garantito.
Le cose dette dal Sindaco Cuomo all’incontro di ieri fanno rabbrividire. In primo luogo non è nemmeno in grado di governare il Bilancio di previsione 2013 nel quale, invece di subire passivamente quello predisposto sotto la gestione commissariale, dovrebbe inserire la possibilità economico finanziaria di pianificare e centrare gli obiettivi politico programmatici prioritari per la città trai quali certamente non può mancare la messa in sicurezza e il rilancio delle nuove Terme. Come si può fare a spiegarli e a fargli comprendere che il percorso per la ricapitalizzazione resta aperto e possibile e che per il Comune comporta solo l’onere di appostare in bilancio appena 120mila Euro?come fanno lui e il suo Assessore a non rendersi conto che una società non ricapitalizzata è, in fatto e in diritto, liquidata e, quindi, non può essere privatizzata? Si chiede l’onorevole Bobbio
Come si fa a fargli capire che, perso il treno degli investimenti ( il famoso Milione e 800mila Euro che avevo inserito nel mio bilancio) l’unica strada che gli resta è quella di predisporre subito il capitolato sulla privatizzazione per il relativo bando da affidare immediatamente alla Stazione Appaltante di Napoli? La sua totale incompetenza sulla materia si manifesta poi, su questo specifico tema, devastante e addirittura disarmante. La sua idea di privatizzazione di un complesso ridotto nelle condizioni in cui sono le Terme del Solaro, è quanto di più vecchio, datato, ideologicamente obsoleto, commercialmente e imprenditorialmente lontano dalla realtà, si possa immaginare nella peggiore delle ipotesi. Con la sua idea di privatizzazione il Sindaco Cuomo ha superato se stesso. Le Terme sono quasi morte per colpa dei suoi amici vecchi e nuovi e per colpa dei quattro traditori e lui, a due mesi dalla sua elezione, ancora sta “approfondendo” e studiando come fare a “rendere la privatizzazione più appetibile ai privati”?! E’ pazzesco! Il Sindaco Cuomo non si rende neanche conto che le strutture del complesso termale cadono a pezzi da anni ed anni e che chiunque acquisisca la gestione dovrà in primo luogo procedere al ripristino non solo degli immobili ma anche degli impianti e dei servizi. Non si rende conto che una privatizzazione oggi necessita di un bando di gara che, per velocizzare i tempi e invogliare i partecipanti, preveda per il privato l’esclusione del pagamento di canoni al Comune per non meno di 15-20 anni al fine di compensare i 10-15 Milioni di Euro che sono necessari e indispensabili in opere strutturali e infrastrutturali più i debiti per i quali un’Amministrazione seria avrebbe già avviato il percorso del concordato.
Agghiacciante è poi la risposta data dal Sindaco Cuomo ai lavoratori circa il loro futuro, senza nemmeno un ipotesi di lavoro riguardante la sicura praticabilità, già all’interno del capitolato, di un percorso di difesa dell’occupazione attraverso i meccanismi della formazione professionale, della riqualificazione, della razionalizzazione dell’organizzazione del lavoro, e dei meccanismi incentivanti. Certo mi rendo conto ( e farebbero bene a rendersene conto anche i lavoratori termali) che dall’Assessore Marasca già ben noto per l’attività svolta alle Terme come Direttore Generale, gravemente corresponsabile della situazione devastante ereditata nel 2010, c’è ben poco per non dire nulla da aspettarsi. Certamente solamente, Cuomo e Marasca e qualche sciocco disposto ancora a crederci, potevano pensare ed addirittura parlare, in materia di ristrutturazione del complesso termale, di fondi europei “tipo più Europa”, dimostrando in materia la più crassa delle ignoranze. Quanto al Consigliere Regionale Gabriele, in tema di appetiti esterni e locali sulle terme, farebbe bene a rileggersi gli atti dell’inchiesta Tommasino e a chiedere maggiori ragguagli ai suoi amici della sinistra e di SEL. Certo che un Sindaco il quale, farfugliando di privatizzazione, non solo non si presenta ai lavoratori con una bozza di documento già predisposta ma non fa nemmeno un cenno alla necessità di blindare una gara europea tale da assicurare la partecipazione dei più grandi gruppi imprenditoriali internazionali, non lascia adito ad alcuna speranza circa la blindatura di questo percorso contro gli appetiti della più squallida e minimale imprenditoria locale, magari con brutte amicizie.  Concluede il Presidente di “Nuova Città” Luigi Bobbio.


lunedì 22 luglio 2013

BOBBIO SUI FLASH MOB: L'ATTACCO AGLI IMPRENDITORI BALNEARI NON E' LA SOLUZIONE.

Questo è proprio il paese di Pulcinella, il paese della botte piena e della moglie ubriaca,il paese dove molti vorrebbero, contemporaneamente, tutto e il contrario di tutto. Mi riferisco in particolare all'ormai stucchevole e pericolosa questione dell'accessibilità al mare da parte di qualunque cittadino, transitando liberamente per le aree affidate ai gestori degli stabilimenti balneari in concessione demaniale marittima. In questa materia ,come in molti altri casi, noi italiani (e noi campani in particolare) ci illudiamo ancora una volta di essere come al solito più bravi degli altri, pretendendo di poter tenere insieme il diavolo e l'acqua santa,il giorno e la notte. La questione, che per qualche anno si è trascinata abbastanza stancamente, sta tuttavia prendendo una piega insostenibile con i primi episodi che stanno portando in evidenza il cuore del problema. Basta prendere ad esempio il così detto flash mob organizzato domenica scorsa. E se, la questione sta iniziando ad esplodere, ciò è dovuto a due fattori entrambi collegabili alla crisi economica devastante, anche se uno è legato ad una sorta di ribellismo di parte della società italiana, che si sta slatentizzando man mano che aumenta l'insofferenza verso le regole e i diritti altrui, e l'altro è legato alla sostanziale mancanza di tutela di un importante settore dell'economia nazionale quale è quello balneare. Infatti, quello dell'accesso alle spiagge, anche a quelle date in concessione, è ormai, in maniera sempre più aggressiva e trasversale ,una sorta di ossessione anarco-fascio-comunista che si nutre del sostanziale cerchiobottismo dei nostri legislatori, sia nazionali che regionali, e di robuste dosi di demagogia .E ' chiaro, peraltro che di fronte a questa marea montante non solo ha perso significato la stessa distinzione tra spiagge libere e spiagge date in concessione, ma perde senso anche l'istituto stesso della concessione. E qui si tocca il secondo aspetto del problema:cosa rispondono il legislatore e la stessa giurisprudenza di fronte alle più che legittime preoccupazioni e rimostranza degli imprenditori balneari che chiedono tutela per i loro investimenti e per le loro proprietà oltre che della loro stessa attività? La questione, infatti, non va affrontata con il solito ipocrita formalismo di chi,fuori dalla realtà (in special modo al Sud purtroppo), nel sostenere il libero accesso alla spiaggia, immagina, probabilmente, una lunga ,ordinatissima e compostissima teoria di civilissime famigliole per bene che, senza arrecare il benchè minimo disturbo ai clienti paganti del lido di turno, nel più perfetto silenzio monastico ,senza portare con sè null'altro che il costumino, si snodano in teoria in un lungo percorso che ,normalmente, per accedere alla battigia taglia , nell'ordine: l'ingresso, il parcheggio, la biglietteria, gli spogliatoi, le cabine, il bar, il ristorante,sdraio e lettini. e infine, giunge ai “cinque metri dove si frange il flutto”! La realtà, ovviamente, è tutt'altra e non si può pensare di caricare sull'importantissima forza lavoro che oggi esprime il settore balneare l'ulteriore costo di nuovo personale specificatamente addetto alla tutela delle proprietà e dei beni del concessionario, nonché della sicurezza e tranquillità dei clienti. Non ci si può più lamentare del fatto che in Italia manchi il lavoro e non fare nulla per evitare l'aggressione mortale ad un settore che in termini di investimenti e occupazione, malgrado la crisi, è uno dei più importanti della nazione e andrebbe tutelato e rilanciato.

La verità che i due obiettivi sono incompatibili tra loro ed è arrivato il tempo di una definitiva scelta di chiarezza sul tema: o si abolisce l'istituto stesso della concessione demaniale marittima a scopi di balneazione o si rende il concessionario titolare di un diritto esclusivo, parificato alla proprietà sull'area data in concessione fino alla linea d'onda.
D'altronde ne abbiamo tutti le tasche piene di ipocrisie e stranezze varie come, per esempio, quella dell'accessibilità libera a un tratto di spiaggia così ampio che, nel caso di non pochi stabilimenti, copre di fatto l'intera area di spiaggia data in concessione. Che dire poi dell'assurda ,antieuropea e incredibile norma regionale che, in Campania, violando ogni principio in tema di libertà delle contrattazioni tra i privati e ogni legge di mercato, impose ai gestori il divieto di far pagare l'ingresso ai minori? Pura demagogia furbetta che però ha aggiunto altro disagio alla già grave situazione degli imprenditori balneari e pensare che l'orgoglioso firmatario di quell'assurdo emendamento oggi in Regione Campania ha la delega alle attività produttive e, quindi, dovrebbe tutelare gli imprenditori balneari?! E' inutile girarci intorno: i concessionari non possono reggere questa situazione anche perchè la stessa finirebbe presto per essere insostenibile sopratutto per la clientela pagante che, ovviamente, ha diritto a vedersi assicurare condizioni di decoro, riservatezza, tranquillità e sicurezza che presto diventerebbero impossibili. C'è qualcuno, tra coloro che decidono, che se la sente di cancellare in un colpo solo circa un milione di posti di lavoro in tutta Italia?




Certo, anche su questo fronte, la latitanza delle amministrazioni comunali aggrava il problema e ci si mette pure la camorra.
A Castellammmare per tre anni i bandi da me voluti per la gestione delle spiagge libere attrezzate sono andati ,ovviamente, deserti perchè quelle spiagge erano sempre state, prima di me, occupate di fatto dalla camorra. Io feci abbattere centinaia di metri cubi ci cemento abusivo e criminale su quelle spiagge e assicurai condizioni di pulizia, di igiene e di sicurezza con la presenza di pattuglie della polizia municipale, con apposite convenzione con la Capitaneria di porto e con i Vigili del fuoco, installando servizi e rendendo possibili i parcheggi legittimi. Il presidio e la valorizzazione delle spiagge libere sono, infatti, la vera alternativa, dignitosa e compatibile, per assicurare il diritto al mare dei tanti cittadini che purtroppo non possono permettersi una costosissima giornata in uno stabilimento balneare. Una cosa è certa: la risposta a tale grave problema sociale non la si può certo cercare nell'assassinio di un settore trainante dell'economia, degli investimenti e dell'occupazione, qual'è quello degli imprenditori balneari .
Ma queste cose non le possiamo certo spiegare ad un sindaco confuso e confusionario come Nicola Cuomo.

BOBBIO E LE ISTITUZIONI: LA CAMORRA DILAGA.

“A Castellammare di Stabia, per colpa del Sindaco Cuomo, e del perdurante disinteresse (a parte il “blitzettino” di facciata) non solo del Comando di polizia municipale ma anche, a onor del vero, delle Forze di Polizia cittadine, che dovrebbero programmare e attuare quotidiane azioni serali e notturne di controllo e repressione di certi fenomeni, che esplodono proprio in estate, (dopo la caduta della mia amministrazione e l'elezione di Nicola Cuomo) l'indotto camorrista dilaga.” dichiara l’ex Sindaco di Castellammare di Stabia e Presidente di “Nuova Città” Onorevole Luigi Bobbio.
“In particolare, l'Acqua della madonna e via Brin (compresa la piazzetta dell'acqua acidula) sono diventate di sera e di notte il simbolo del potere camorrista e l'emblema dell'incapacità e della mancanza di intervento dello Stato e dell'istituzione locale.” Continua l’onorevole
“Solo così si possono spiegare le attuali condizioni delle aree sopraindicate. Impegnarsi allo spasimo per stroncare e debellare una situazione che, dopo di me, è tornata molto peggio di prima, dovrebbe essere più importante che far quadrare i bilanci economici della propria struttura, mandare in ferie il personale, non pagare lavoro notturno e festivo. Due famiglie criminali, in particolare, si sono riprese il controllo di tutta l'area. I loro parcheggiatori gestiscono non solo una sosta estorsiva dalle dimensioni mai viste prima ma, addirittura, alle timide rimostranze di qualcuno chiedono anche di vedere quanti soldi abbia in tasca per avere la prova che il malcapitato non possa realmente permettersi i cinque euro per la sosta; i parcheggiatori abusivi della camorra addirittura indirizzano i cittadini verso i locali dove devono andare a mangiare ;i chioschetti abusivi punteggiano via Brin. L'ultima novità sembra sia un ristorantino molto “trendy”, nato sulla piazzetta dell'acqua acidula, dove, nel più totale abuso, al riparo di un tendone dove orgogliosamente campeggia la scritta “Immacolata” ,su “caratteristici” tavolini di plastica bianca e verde, entusiasti avventori gustano prelibate pietanze che vengono sfornate da una finestrella che dà su un antro buio che si presume sia la cucina; il tutto, pagando, rigorosamente a nero, cifre che oggi non è dato conoscere ma di cui, evidentemente, in particolare alla G.d.F di Castellammare di Stabia e al Comando di Polizia Municipale non interessa un bel niente.” Aggiunge il presidente di “Nuova Città”.


“Al di là dell'ironia questi sono fatti veri e tragici. E senza ipocrisia è giusto che i cittadini perbene sappiano che stroncare questo stato di cose sarebbe facilissimo: se tutte le Forze di Polizia (anche se queste cose le feci con il solo corpo della Polizia Municipale), magari sacrificando qualche poco utile servizio diurno, pianificassero presìdi e pattugliamenti costanti, quotidiani, di quell'area tutti i giorni della settimana fra le 22 e le 3 del mattino, il problema svanirebbe e la camorra sarebbe ancora una volta sconfitta.
Persino i novellini, almeno quelli in buona fede ai quali non interessa il risultato di facciata con il titoletto sul giornale ma la soluzione dei problemi, sanno che in una città come Castellammare di Stabia, nelle aree critiche, specialmente nel periodo estivo, bisogna predisporre servizi di presidio e controllo del territorio (non solo di ordine pubblico e prevenzione dei reati ma anche di polizia amministrativa) tutti i giorni della settimana, specialmente nelle ore serali e notturne. Se non si fa questo, tutto il resto è fumo negli occhi,vuota burocrazia e sostanziale disinteresse.
Purtroppo il messaggio che in queste settimane si sta dando alla città è devastante: i camorristi e il loro indotto prosperano mentre chi si era messo in regola viene chiuso!” dichiara l’ex sindaco.
“Il sequestro dei chioschi dei così detti “melonari”, in particolare, è stata la più brutta manifestazione di uno Stato forte con i deboli e debole con i forti, tanto più se si considera che la condizione dei chioschi al momento del sequestro era esclusivamente responsabilità e colpa dell'attuale amministrazione comunale e della gestione commissariale. In sintesi: i chioschi sono stati sequestrati in pendenza di istanze di rinnovo della precedente concessione o di rilascio di nuova concessione, istanze sulle quali l'amministrazione comunale con il Commissario Straordinario e con il sindaco Cuomo non si è ancora espressa, mancando sia il diniego sia l'accettazione, e nel proprio inadempiente silenzio, nei fatti, ha preferito chiudere le attività di chi aveva operato ( e voleva continuare ad operare) nella legalità, lasciando invece libere di dilagare le attività illegali, più o meno ricollegabili alla camorra.
Il parcheggio abusivo come la ristorazione abusiva, non diversamente dal contrabbando di sigarette, non sono ammortizzatori sociali da guardare con tolleranza e benevolenza o, peggio ancora, da ignorare volutamente: sono, invece, lucrosissime attività criminali gestite dalla camorra e chi, ancora oggi, a tutti i livelli e con le scuse più varie, continua ad ignorarle pur avendo il dovere e il potere di contrastarle, prima o poi finirà con l'apparire come un vero e proprio favoreggiatore per omissione.”

sabato 8 giugno 2013

BOBBIO REPLICA A PENTANGELO E VITIELLO: NESSUNA RISPOSTA NEL MERITO. LA VERITA' FA MALE.

“Conoscendone purtroppo l'eloquio non sempre fluente mi è costato non poco decidere di sobbarcarmi a più di quaranta minuti di preventivata sofferenza per guardarmi le dichiarazioni in video (è troppo chiamarle conferenze stampa) dell'aspirante quasi sindaco e dell'aspirante quasi vice sindaco. Mancava peraltro la dichiarazione dell'ex quasi onorevole di scorta (ahi, ahi, ahi! Taglialatela!) il quale di solito non fa mancare il suo contributo ma che tace da qualche giorno, forse stremato dall'ennesima fregatura annunciata”.

Lo ha detto l'on. Luigi Bobbio, ex sindaco di Castellammare di Stabia

“Tuttavia dopo aver visionato i due filmati la mia insofferenza iniziale si è rapidamente trasformata in un'incontenibile soddisfazione. Che piacere vederli, con due stili profondamente diversi, sbavare rabbia impotente trasudando odio e veleno mentre si dibattevano sotto il peso schiacciante delle mie rivelazione e delle mie dichiarazioni cui non hanno saputo o potuto replicare nel merito neanche una parola! Li adoro quando fanno così! Adoro vederli soffrire prigionieri di una rabbia impotente e consapevoli del guaio nel quale si sono cacciati”.

“Datevi pace, il pasticcio ormai lo avete combinato e certamente è ormai già partito un percorso, sia politico che istituzionale che non siete minimamente in grado di controllare. I fatti sono fatti e restano tali; le parentele non si possono nascondere e nemmeno le relazioni personali. Li ringrazio per avermi trattato come se fossi ancora candidato e competitor a pieno titolo ma il problema, da ieri mattina, purtroppo per loro, non sono io o le mie vicende. I fatti che ho rivelato non sono in nulla indeboliti o messi in discussione nella loro verità storica da qualunque cattiveria, infamia o meschinità possano aver detto su di me”.

“Le mie vicende personali – ha aggiunto l'on. Bobbio - le ho già trattate nei miei interventi in campagna elettorale; le tratterò e le chiuderò, nel merito, nella sede competente che non è certo quella dei loro vaniloqui denigratori e comunque non hanno impedito a quasi 5 mila cittadini di tributarmi la stima e la fiducia personale e politica che mi sono guadagnato in tanti anni di lavoro e di politica. Si rassegnino l'aspirante quasi sindaco e l'aspirante quasi vice sindaco: per quanto possano dire o fare i nostri curricula e i nostri spessori resteranno sempre imparagonabili. Prego l'aspirante quasi vice sindaco di aggiornarsi; non sono ex magistrato ma sono tuttora magistrato; non solo sono ex senatore ed ex sindaco ma sono anche ex capo di gabinetto di un ministro ed ex consigliere giuridico legislativo di un vice presidente della Camera dei deputati. Io posso dire in appena 56 anni di vita di essere stato già tutto questo; di lui dubito che possa, per quanto si impegni, tentare di raggiungere in quello che gli resta (che gli auguro essere comunque lungo), neanche uno di questi traguardi, visto che non gli è riuscito neanche di farsi eleggere sindaco. Neanche la sua retorica, un po' datata e a volte un attimo confusionaria, dovrebbe fargli dimenticare la sua condizione professionale che negli anni scorsi lo portò talvolta a lunghe attese fuori dal mio ufficio nella Procura della Repubblica di Napoli, aspettando che io mi liberassi per poter conferire con me (cosa di cui mi scuso ancora)”.

“Né la stessa retorica dovrebbe fargli dimenticare che il suo connaturato rispetto per la legalità lo portò non moltissimi anni fa a un periodo, sfortunato, di latitanza per una ingiusta vicenda dalla quale sembra sia risultato poi brillantemente assolto. Ciò dovrebbe altresì insegnargli, se non c'è riuscita la sua esperienza professionale che, spessissimo, in questo disgraziato paese, le bufale di alcuni sostituti procuratori si risolvono con le assoluzioni dei cittadini perbene”.
“Purtroppo l'aspirante quasi vice sindaco si è anche lasciato andare all'uso di alcuni aggettivi riferiti alla mia Lista (“miserabile”) in ordine ai quali potrebbe lui si essere chiamato a rendere conto. Gli rammento solo che la sua lista personale ha preso poco più di 600 voti. Sarebbe carino sapere poi chi gli ha fornito i documenti giudiziari che sbandierava durante la ripresa video fra una bussata di campanello e l'altra (cosa che ha fatto molto innervosire il nostro Marco Tullio della provincia di Napoli). Ma ormai mi sono rassegnato a che chiunque sia in possesso di notizie sulle mie vicende personali che a volte io stesso non ho. Quanto all'aspirante quasi sindaco mi piace solo ricordargli che se io sto esalando l'ultimo respiro (tiè!). Allora, lui politicamente, non ha mai iniziato a respirare visto che tranne le elezioni letteresi, l'ultima della quali ha anche perso rovinosamente, si è sempre dovuto muovere al traino di qualcuno più grosso di lui e che, se questa volta dovesse riuscire a vincere, ciò accadrebbe grazie a un concorso di forze certamente non sue. Se io sono un uomo finito, lui, allora, non ha mai cominciato. Se poi lunedì sera dovesse risultare sconfitto... Ricordo anche all'aspirante quasi sindaco che io non mi professo ma sono un uomo di legge e quanto alle regole di questo partito mi permetto di suggerirgli di andarsi a riguardare i filmati della manifestazione al Supercinema per le ultime elezioni politiche, con particolare riguardo agli interventi suoi e dell'onorevole Cesaro. Io le regole le ho sempre rispettate. Per quanto vi riguarda, invece, mi permetto ricordarvi che le congiure, le manovre di palazzo e gli inganni non sono esattamente riconducibili al concetto di regole”.

“A tutti e due, infine, quasi sindaco e quasi vice sindaco, se l'attacco di collera che gli ho fatto venire gliene darà la lucidità sufficiente, suggerisco di riflettere che quanto da me rivelato circa le ormai famose parentele scomode di tanti loro consiglieri, non ha niente a che vedere con i concetti di legalità e di garantismo i quali, come dovrebbe essere noto ad entrambi, in quanto già studenti di giurisprudenza, si riferiscono al campo del diritto penale sostanziale e a quello del diritto penale processuale nonché a quello del diritto costituzionale”.

“I fatti che io ho rivelato, invece, non sono valutabili né in termini di legalità né in termini di garantismo ma dovranno trovare la loro sede di valutazione in quella peculiare e specifica sede, certamente non processuale, che riguarda i procedimenti di tipo amministrativo connessi alle ipotesi di scioglimento dei consigli comunali. Se e quando dalle mie rivelazioni dovessero poi nascere anche percorsi di indagine penale, come spunti investigativi, allora e solo allora ed in futuro si potrebbe eventualmente entrare in una fase di tipo processuale penale cui applicare i concetti di legalità e di garantismo oggi da loro, francamente, richiamati a sproposito. Purtroppo di voi due non si può recuperare tutta intera la famosa frase cinematografica “tutto chiacchiere distintivo”, ma solo la frase “tutto chiacchiere”. Quanto infine al quasi vice sindaco gli ricordo, come lui stesso ha detto, che l'incontro fra noi vi fu prima che presentasse le sue liste. E menomale! Se le sue liste fossero state già note prima mi sarei certamente risparmiato un incontro che, francamente, già all'epoca mi pesò molto”, ha concluso l'on. Bobbio.

venerdì 7 giugno 2013

BALLOTTAGGI: EX SINDACO, PARENTI BOSS TRA CANDIDATI, NON VOTATE A CITTADINI CASTELLAMMARE DI STABIA: 'DOMENICA E' MEGLIO PREGARE'

L'ex sindaco di Castellammare di Stabia (Napoli), Luigi Bobbio, ha invitato oggi i cittadini a non votare per i ballottaggi in programma domenica prossima perché, sostiene, tra i candidati del centrodestra ci sono parenti di boss locali e il centrosinistra non è in grado di governare.
L'ex pm antimafia, nel corso di una conferenza stampa, ha detto che tra i candidati ci sono una cugina dei boss Cesarano, il fidanzato della figlia di un superboss dei Procida, legato anche questo ai Cesarano, e il figlio di un condannato per associazione esterna allo stesso clan. 
Bobbio, che si è presentato con una lista civica, ha affermato che non ha mai smesso di sentirsi e di rappresentare il Pdl, almeno "quella parte che prende le distanze dai giochi che sono stati fatti durante questa campagna elettorale". Per Bobbio, Castellammare si trova di fronte ad apparentamenti e accordi elettorali che "consegnano la città nelle mani della camorra". Di qui l'invito a non votare domenica prossima: "meglio andare in cattedrale a pregare per le sorti di questa città". 
Dall'ex pm napoletano giunge anche una forte critica alla fiction di Canale 5 sulla vita di Pupetta Maresca. Bobbio ha ricordato che, quand'era sindaco non ha dato il consenso "a girare questo film a Castellammare di Stabia". Gli arresti ordinati dalla magistratura ed eseguiti dalle forze dell'ordine negli ultimi anni, ha concluso Bobbio, hanno portato in carcere esponenti di spicco dei clan ma anche creato un vuoto di potere
nei traffici illeciti che adesso la camorra vuole colmare.

Bobbio a Pentangelo: alleato con il Demonio. Ecco la foto di Giggino "'o ministro", nel suo comitato elettorale

Antonio Pentangelo, candidato sindaco per il Comune di Castellammare di Stabia, sta tenendo, presso il suo comitato elettorale, una conferenza stampa per cercare di replicare ai fatti inconfutabili che ho avuto modo di esporre questa mattina, all'Hotel Stabia, nell'ambito di un'ampia conferenza stampa. Lo stesso comitato dove, Luigi D'Apice, alias Giggino 'o ministro (nella foto cerchiato in rosso) condannato a quattro anni di reclusione (con sentenza definitiva) per concorso esterno in associazione camorristica, qualche giorno fa, colloquiava, in buona compagnia... Purtroppo per lui la regola non si cambia: chiunque si allea col Demonio è convinto di poterlo tenere sottocontrollo ma poi viene sempre inesorabilmente trascinato all'infermo! Che ci vadano da soli! Lui, i suoi amichetti traditori e mestieranti e il suo amico e alleato il Demonio. Facciamo in modo che Castellammare si salvi!

venerdì 24 maggio 2013

BOBBIO: IL VOTO A ME UNICO VOTO UTILE

“L'unico voto veramente inutile è quello che Pentangelo, Cuomo e Vitiello stanno cercando di raccattare con le loro armate Brancaleone di mestieranti della politica, di faccendieri, di persone dai legami familiari inquietanti, secondo i più vecchi, opachi e allarmanti schemi della vecchia politica”.

Lo ha detto l'ex sindaco di Castellammare di Stabia, on. Luigi Bobbio, candidato a sindaco del Comune di Castellammare di Stabia, con la lista civica “Una Nuova Città”, alle prossime elezioni amministrative del 26 e 27 maggio 2013.

“Le loro armate Brancaleone, i loro mini-eserciti di candidati consiglieri, potrebbero, forse, giocare un ruolo in una campagna elettorale tradizionale ma certamente non possono farlo in questa campagna elettorale. Loro, infatti, e tutti gli altri candidati a sindaco, quando non sono condannati sul piano della credibilità e dell'affidabilità da esperienze amministrative precedenti, come Pentangelo a Lettere, non possono fare altro che collocarsi sul solito terreno della promessa e della millanteria di fare chi sa che cosa se saranno eletti sindaci”.

“Io, invece – ha aggiunto l'on. Bobbio - parto dalla solida credibilità delle cose fatte, la cui importanza e la cui serietà mi viene riconosciuta da tutti i cittadini".

"Non ho pertanto bisogno di affidarmi alle truppe cammellate di candidati consiglieri di decine di liste in quanto sono l'unico candidato che può fare appello e può contare serenamente sul voto di opinione trasversale di tutti gli stabiesi”.

“Non è più tempo di armate di candidati consiglieri, perlopiù affamati di potere e di tornaconto personale, in quanto la credibilità e la forza di un candidato sindaco, come nel mio caso, si misurano solo sul consenso spontaneo, libero e informato dei cittadini.
Il voto a me è, pertanto, il solo voto doppiamente utile sia perché serve a innalzare un muro per fermare quest'orda famelica che vuole precipitarsi sulla città, sia perché serve a continuare il cambiamento
che avevamo tutti insieme avviato”.

“A tutti gli elettori del Pdl e del centrodestra in generale dico, inoltre, di sentirsi liberi e di non fare scelte di puro e semplice apparato. Un voto a “Cesàngelo” sarebbe infatti solo un voto di potere, un misero tributo al potentato cesariano ormai, peraltro, avviato ad una malinconica fine”, ha concluso l'on. Bobbio

BOBBIO SU RIAPERTURA TERMINI CONDONO EDILIZIO: PENTANGELO CHIARISCA SE LA PENSA COME IL MINISTRO LUPI, SUO SPONSOR NELLA CAMPAGNA ELETTORALE E IN POLITICA

“Ho letto con sincera meraviglia di una contrarietà del ministro Lupi circa l'ipotesi di riapertura dei termini del condono edilizio 2003 per la Campania”.
Lo ha detto l'ex sindaco di Castellammare di Stabia, on. Luigi Bobbio, candidato a sindaco del Comune di Castellammare di Stabia, con la lista civica “Una Nuova Città”, alle prossime elezioni amministrative
del 26 e 27 maggio 2013.
“Credo infatti che tutti sappiano che la forte istanza che viene dal territorio non sia quella di un nuovo condono edilizio bensì quella di ripristinare i diritti di uguaglianza dei campani”.
“La questione politica riguarda il candidato “Cesàngelo” - ha aggiunto l'on. Bobbio - il quale deve dire agli stabiesi se la pensa come Lupi o se è favorevole alla riapertura dei termini del condono 2003. In questo ultimo caso la domanda sorgerebbe spontanea: ma di quale filiera istituzionale ciancia?”
“Quello che è certo è che la famosa filiera istituzionale di cui si vanta è franata prima ancora di partire. Come sempre le chiacchiere stanno a zero”, ha concluso l'on. Bobbio

BOBBIO SU PORTA-A-PORTA: UN ALTRO GIGANTESCO RISULTATO DELLA MIA GESTIONE AMMINISTRATIVA A FAVORE DELLA CITTA'


Ancora una volta con la mia amministrazione e con i manager da me scelti della Multiservizi, sono riuscito ad assicurare un grande risultato alla città di Castellammare in termini di efficienza, di decoro e di vivibilità”.
Lo ha detto l'ex sindaco di Castellammare di Stabia, on. Luigi Bobbio, candidato a sindaco del Comune di Castellammare di Stabia, con la lista civica “Una Nuova Città”, alle prossime elezioni amministrative del 26 e 27 maggio 2013.
Il piano per la raccolta dei rifiuti porta-a-porta in tutta la città da me fortemente voluto e ottimamente costruito dalla Multiservizi, con il determinante contributo del Direttore Generale Dott.ssa Baldassare, cui vanno i miei più sentiti ringraziamenti, e grazie anche alla brillante risposta degli stabiesi, in una sola settimana ha consentito di raggiungere addirittura il 65% di raccolta differenziata; 146 tonnellate in meno di rifiuti indifferenziati!”
Si tratta di un balzo in avanti addirittura superiore al 50% che io stesso avevo preventivato.
Grazie a tutti. Grazie ancora una volta agli stabiesi.
Questa è stato e continua ad essere (con marcio dispetto di qualcuno) lo stile del mio amministrare la città: cultura del fare, efficienza ed efficacia degli interventi”.
Va aggiunto – ha continuato l'on. Bobbio - che questo gigantesco risultato è arrivato malgrado i tentativi di ostruzionismo di una minima porzione dei dipendenti guidati da un capetto sindacale politicamente eterodiretto; malgrado i tentativi di ostruzionismo di una politica cittadina marcia e totalmente disinteressata al bene collettivo e, infine, malgrado i tentativi di ostruzionismo di taluni dipendenti comunali che, avrebbero cercato di far slittare l'avvio del porta-a-porta a dopo le elezioni, fregandosene della città, pur di raggiungere il misero risultato politico di non farmi intestare, in campagna elettorale, l'ennesimo risultato del mio buon governo”.
È appena il caso di ricordare agli stabiesi che questo gigantesco progresso, che proietta Castellammare fra le città più avanzate in materia di raccolta e smaltimento dei rifiuti, avrà riflessi ulteriormente importanti e positivi in termini di introiti per la casse comunali e in termini di riduzione per i cittadini della Tarsu. Tutto ciò alla faccia dei vari candidati sindaci, Nicola Cuomo in testa, che, pur consapevoli di star cercando il male della città, hanno letteralmente fatto il tifo per lo slittamento del porta-a-porta a dopo le elezioni”.
Ringrazio infine i dipendenti stessi della Multiservizi che nella stragrande maggioranza hanno dato l'anima perché il piano partisse fin dall'inizio nel migliore dei modi. Le eventuali sbavature saranno certamente limate nei prossimi giorni ma quel che conta è che ancora una volta, posso dire di aver visto giusto: sin dal mio insediamento nel 2010 manifestai la ferma volontà di salvare la Multiservizi, rilanciarla e difendere i posti di lavoro e ci sono riuscito. Grazie, ribadisco, anche ad un management, quello attuale, che ha saputo in maniera determinata avviare e completare il cambiamento virtuoso dell'azienda”.
Se la politica marcia dei mestieranti traditori che mi hanno circondato mi avesse lasciato fare, oggi anche le Terme sarebbero in una situazione completamente diversa. Ma l'appuntamento con la struttura del Solaro e i suoi lavoratori è solo rimandato, se gli stabiesi mi rinnoveranno la loro fiducia, a dopo le elezioni”, ha concluso l'on. Bobbio

mercoledì 22 maggio 2013

Bobbio sul voto: “appello alla Prefettura e alle Forze di Polizia per massima allerta e vigilanza sulla campagna elettorale e sulle operazioni di voto”

Si susseguono in queste ore allarmi circa il prepotente riaffacciarsi in città della pratica scellerata dei voti comprati per una manciata di euro, con diffusione addirittura delle modalità e delle relative tariffe. Sono sotto gli occhi di tutti i nomi a dir poco scandalosi presenti nelle varie liste”.
Lo ha detto l'ex sindaco di Castellammare di Stabia, on. Luigi Bobbio, candidato a sindaco del Comune di Castellammare di Stabia, con la lista civica “Una Nuova Città”, alle prossime elezioni amministrative del 26 e 27 maggio 2013.
Si stanno spendendo fiumi di denaro in una campagna elettorale di rara, per non dire unica, aggressività e invasività. Ve n'è d'avanzo perché le istituzioni adottino le misure di massima allerta per la vigilanza sul voto. Infatti, ad esempio, le voci sulle compravendite di voti postulano di necessità, se fondate, la prassi della foto della scheda nella cabina elettorale”.
È quindi indispensabile che i seggi e le sezioni, al loro interno, siano presidiate e vigilate da polizia e carabinieri con scrupolosa interdizione dell'introduzione di telefoni cellulari all'ingresso dei plessi scolastici. È fondamentale inoltre – ha aggiunto l'on. Bobbio - che la stessa ferrea vigilanza venga adottata all'atto dell'insediamento di ogni sezione sulla gestione, in particolare, dei pacchi di schede elettorali destinate alla distribuzione agli elettori, con piena ed effettiva responsabilizzazione dei Presidenti di seggio”.
Solo in questo modo potremo evitare che il dato elettorale sia difforme dal voto degli elettori, garantendo la pienezze e l'effettività della democrazia e l'espulsione del potere inquinante della malapolitica e della camorra troppo spesso, anche in questa tornata, in combutta tra loro”, ha concluso l'on. Bobbio.

Bobbio: “da Pentangelo un risultato mirabolante, la riscrittura in chiave istituzionale della pratica del piacere e della promessa”

Dall'inizio della campagna elettorale, il candidato “Cesàngelo” si affanna a cercare di accreditarsi agli occhi degli stabiesi per carpirne il consenso continuando a parlare di Filiera istituzionale che però si centra, alla fine, solo sulla sua persona: “Cesàngelo” sindaco -”Cesàngelo” presidente”.
Lo ha detto l'ex sindaco di Castellammare di Stabia, on. Luigi Bobbio, candidato a sindaco del Comune di Castellammare di Stabia, con la lista civica “Una Nuova Città”, alle prossime elezioni amministrative del 26 e 27 maggio 2013.
Continua infatti a ripetere in tutte le salse, che se sarà eletto sindaco, restando Presidente della Provincia, farà per Castellammare cose mirabolanti mettendola al centro delle iniziative della Provincia”.
A questo punto dovrebbe rispondere ad alcune domande: che cosa accadrà, viste queste premesse, se gli stabiesi non lo acclameranno sindaco? Cancellerà Castellammare dalla cartina geografica? E se sarà acclamato sindaco e privilegerà Castellammare rispetto agli altri Comuni, si rende conto che violerà, annunciandolo fin da ora, il suo dovere, da Presidente, di avere eguale considerazione per tutti i Comuni? E ancora: per mettere Castellammare al centro delle iniziative della Provncia, ammesso che sia possibile, deve per forza aspettare di essere acclamato sindaco? Perché promettere per domani, da Sindaco-Presidente, quello che già potrebbe fare oggi, da cittadino letterese-stabiese, in quanto già Presidente della Provincia?”
La verità è una sola – ha aggiunto l'on. Bobbio - e le domande resteranno senza risposta: rivendicare oggi il suo ruolo di Presidente facente funzione al solo scopo di essere domani anche sindaco non è nulla più che la rivisitazione in chiave istituzionale della annosa e dannosa pratica della più vecchia e becera politica del piacere e della promessa”.
Complimenti! Un vero capolavoro di etica politica e istituzionale”, ha concluso l'on. Bobbio.

martedì 21 maggio 2013

Bobbio su Pentangelo: “l'ossessiva ricerca da parte di Pentangelo del doppio ruolo sindaco/presidente è una bugia dalle gambe molto corte”

Non vi è dubbio che, nel denegato caso di elezione a sindaco, Antonio Pentangelo, per dirla con un'espressione più elegante di quella usata da Nicola Cuomo, sarebbe in ogni caso un istituzione part-time. E non serve cercare di buttarla in caciara affannandosi a sostenere che non vi è alcun profilo di incompatibilità”.
Lo ha detto l'ex sindaco di Castellammare di Stabia, on. Luigi Bobbio, candidato a sindaco del Comune di Castellammare di Stabia, con la lista civica “Una Nuova Città”, alle prossime elezioni amministrative del 26 e 27 maggio 2013.
Le leggi le conosciamo e sappiamo che non vi è alcuna incompatibilità formale. Tuttavia, per chi come me è sindaco uscente di Castellammare, è cosa più che nota che la presenza a Palazzo Farnese e l'esercizio completo del ruolo del sindaco sono totalizzanti oppure non sono”.
La scelta di Pentangelo e del suo sponsor circa la candidatura del Presidente facente funzione della Provincia, seguita dalla reiterata affermazione di non voler lasciare, in caso di elezione a sindaco, la poltrona di piazza Matteotti, impongono infatti che Pentangelo dichiari cosa intenderà fare in concreto: solo il Presidente della Provincia? Solo il sindaco? Oppure a tempo parziale e quindi malissimo sia l'uno che l'altro?”
Credo tuttavia che l'interrogativo sia un altro. Nella convinzione che il dominus di Castellammare in caso di elezioni di Pentangelo, sarebbe l'on. Cesaro (vero candidato a sindaco), sarebbe almeno utile – ha aggiunto l'on. Bobbio - per la migliore comprensione degli stabiesi, che “Cesàngelo” comunicasse almeno preventivamente chi sarà il vice sindaco, ossia il terzo membro della cordata che dovrà agire in nome e per conto del Presidente Provinciale del Pdl, consentendogli di mantenere il controllo tanto della Provincia che di Palazzo Farnese”.
È inutile dire che in città già risuonano rumors fragorosi circa i nominativi, il più accreditato dei quali sarebbe, secondo i boatos, un noto tecnico politicamente molto attivo”, ha concluso l'on. Bobbio.

Bobbio su condono edilizio: “il ministro Orlando, da perfetto esponente della sinistra continua a far finta di non capire”

Sulla riapertura dei termini del condono edilizio in Campania, fortemente sostenuta dal Coordinatore Regionale del Pdl, sen. Nitto Palma e per la quale mi sono battuto e continuerò a battermi, convinto come sono che sia l'unico modo per ripristinare i diritti di uguaglianza dei cittadini campani rispetto a tutti gli altri italiani, il ministro all'ambiente Orlando, non si capisce se ci è o ci fa”.
Lo ha detto l'ex sindaco di Castellammare di Stabia, on. Luigi Bobbio, candidato a sindaco del Comune di Castellammare di Stabia, con la lista civica “Una Nuova Città”, alle prossime elezioni amministrative del 26 e 27 maggio 2013.
Dalle sue poche e scandalose parole sembra di comprendere che non abbia neanche capito che le istanze del territorio e quelle legislative puntano sulla riapertura dei termini per la presentazione delle istanze relative al condono 2003 (nel rispetto dei già previsti termini di realizzazione degli abusi) e non già a un nuovo condono edilizio”.
Non saprei dire a questo punto cosa sia più grave – ha aggiunto l'on. Bobbio - che il ministro non capisca o che faccia finta di non capire, rifiutando per semplice pregiudizio politico, di riconoscere ai cittadini campani quei diritti che Bassolino negò loro in relazione al condono edilizio, salvo essere sconfessato dalla Corte Costituzionale”.
Per quanto mi riguarda continuerò a difendere sempre, in ogni sede, il diritto dei cittadini campani e quindi di quelli di Castellammare, alla casa, che può essere garantito solo dalla riapertura dei termini del condono”, ha concluso l'on. Bobbio.

Bobbio su spese elettorali: “sulla campagna elettorale di Castellammare sembrano affacciarsi fantasmi di fondi neri”

È francamente inconcepibile il travisamento della realtà che qualcuno sta operando in questi giorni di convulso finale della campagna elettorale”.
Lo ha detto l'ex sindaco di Castellammare di Stabia, on. Luigi Bobbio, candidato a sindaco del Comune di Castellammare di Stabia, con la lista civica “Una Nuova Città”, alle prossime elezioni amministrative del 26 e 27 maggio 2013.
Leggere il fasullo resoconto della presunte spese elettorali dei partiti e dei candidati quantificato in 300 mila euro, non corrispondente alla realtà dei fatti per molti di noi, è realmente sconcertante. Nella migliore delle ipotesi si tratta di sensazionalismo denigratorio della politica e dei politici fine a se stesso”.
Chi spaccia queste non notizie, infatti, omette di specificare di avere tratto i suoi non dati non da rendiconti di spese reali ma da semplici bilanci di previsione che, per legge, ognuno di noi ha dovuto allegare alla presentazione della candidatura e delle liste. Si tratta pertanto di pure e semplici ipotesi di spesa che rappresentano peraltro il tetto massimo per ciascun candidato in termini di spesa effettiva, in quanto, alla fine della campagna elettorale, i relativi rendiconti non potranno superare, per ciascun candidato, la somma appostata nel bilancio di previsione”.
Chi spaccia queste notizie taroccate omette invece – ha aggiunto l'on.Bobbio - di operare valutazioni serie in quanto ciò che dovrebbe preoccupare è l'entità molto bassa di certi bilanci di previsione, se soltanto si considera che non pochi dei partiti, delle liste e dei candidati che hanno depositato bilanci di previsione così bassi, già oggi, tra manifesti, opuscoli, volantini, depliantes, biciclette, macchine, vele, campers e comitati elettorali, hanno messo in bella vista iniziative concrete che hanno un costo visibile già valutabile ben al di sopra del bilancio di previsione”.
Nessuno si interroga sul fatto che bilanci di previsione così bassi a fronte di ipotesi di spesa concreta così alte proccupano sul piano delle fonti di finanziamento che, per legge, dovrebbero transitare per il conto corrente aperto dal mandatario elettorale e non dovrebbero superare il tetto del bilancio di previsione. Meditate gente, meditate”, ha concluso l'on. Bobbio.

venerdì 17 maggio 2013

Bobbio sul test del capello: aderisco. Risulterò pulito e querelerò questo demente diffamatore

“Anche se proveniente da fonte completamente squalificata, mi dichiaro disponibile ad aderire, in quanto candidato sindaco, come da proposta di una sedicente associazione cittadina, alla cosiddetta “prova” del capello”.
Lo ha detto l'ex sindaco di Castellammare di Stabia, on. Luigi Bobbio, candidato a sindaco del Comune di Castellammare di Stabia, con la lista civica “Una Nuova Città”, alle prossime elezioni amministrative del 26 e 27 maggio 2013.
“Spero che gli altri candidati facciano altrettanto anche se la cosa mi costa non poco attesa la scarsa quantità di capigliatura che mi è rimasta. Attesa peraltro la natura provocatoria e anche probabilmente diffamatoria della stessa proposta, natura nascente dalla chiara delimitazione in termini di numeri e di identità delle persone cui è rivolta, ossia noi otto candidati, va da sé, almeno per quanto mi riguarda, che un attimo dopo lo scontato esito negativo attestante il non uso di alcuna sostanza stupefacente, partiranno le querele e le azioni risarcitorie”.
“Ricordo infine – ha aggiunto l'on. Bobbio - a questo deficiente che, per quanto mi riguarda, non solo provo schifo per ogni tipo di droga e per chi l'assume ma che, a testimonianza di ciò, sono stato titolare per otto anni della sezione antidroga della Procura di Napoli e per altri otto, come Pm della stessa DDA, ho perseguito con successo le più grandi associazione nazionali e internazionali di droga.
“Probabilmente, è proprio questo deficiente che deve stare attento a quello che si beve. Del resto è proprio lui la prova provata che l'iscrizione e la partecipazione ai social network andrebbe preceduta da rigorosi test psico fisici”, ha concluso l'on. Bobbio

Bobbio su Varano: denuncio un'ipotesi di congiura ordita per cercare di danneggiarmi in piena campagna elettorale

“Mi giungono voci di pressioni fortissime che si starebbero effettuando sulla Dirigente della Sovrintendenza dei Beni Archeologici di Pompei affinché, prima delle elezioni, esprima decine e decine di pareri contrari circa le pratiche di condono riguardanti costruzioni edificate senza licenza nella zona di Varano”.
Lo ha detto l'ex sindaco di Castellammare di Stabia, on. Luigi Bobbio, candidato a sindaco del Comune di Castellammare di Stabia, con la lista civica “Una Nuova Città”, alle prossime elezioni amministrative del 26 e 27 maggio 2013.
“Le pressioni, cui non sarebbe estranea la competente dirigenza urbanistica del Comune di Castellammare, avrebbero lo scopo di far rigettare prima del voto amministrativo, numerose istanze di condono edilizio su quell'area. Ciò, evidentemente, al solo scopo di far ricadere su di me dal punto di vista politico tale vicenda, ancora una volta calpestando gli interessi dei cittadini”.
“Nell'ammonire i partecipi a questa autentica congiura delle conseguenze cui si espongono ove mai tutto ciò si verificasse ed essendo ben consapevole che la stessa Sovrintendente di Pompei è totalmente estranea ed anzi oltremodo infastidita da questo improprio e strumentale attivismo – ha aggiunto l'on. Bobbio - rappresento ancora una volta ai cittadini di Varano che questa manovra non solo mi vede totalmente estraneo ma, anzi mira, contro l'interesse dei residenti di Varano, a vanificare l'iter procedurale da me così efficacemente avviato con il pieno accordo della stessa Sovraintendente per ottenere il risultato esattamente opposto: ridefinire il vincolo archeologico sulla base della ricerca dell'effettiva esistenza del bene protetto raggiungendo quindi il risultato finale della piena ed effettiva condonabilità degli immobili in questione”.
“Di questa incredibile vicenda, se vera, resta la certezza di una sua regia esterna di tipo politico a me avversa connessa alla perdurante indifferenza per i reali interessi dei cittadini”, ha concluso l'on. Bobbio.

giovedì 16 maggio 2013

Liste pulite e camorra, Bobbio a Pentangelo: tra Cesaro e D'Apice 'o ministro non sa cosa rispondere

“Pentangelo sul tema camorra ha perso la testa. Evidentemente sa di essere debolissimo sull'argomento. Offese e insulti personali non gli permettono però di sottrarsi all'incalzare dei fatti di cui dovrà rispondere a quei cittadini, elettori del Pdl in testa, ai quali tutto questo si stava cercando di nascondere”.
Lo ha detto l'ex sindaco di Castellammare di Stabia, on. Luigi Bobbio, candidato a sindaco del Comune di Castellammare di Stabia, con la lista civica “Una Nuova Città”, alle prossime elezioni amministrative del 26 e 27 maggio 2013.
“Nel merito delle mie rivelazioni (e sono solo le prime), comunque, non ha risposto. Allora, le ripropongo con più chiarezza: è vero o non è vero che in una delle sue liste è candidato Emanuele D'Apice, figlio di Luigi D'Apice condannato con sentenza definitiva a quattro anni di reclusione per concorso esterno in associazione camorristica?”
“È vero o non è vero che lo stesso Luigi D'Apice frequenta il comitato dello stesso Pentangelo al corso Vittorio Emanuele di Castellammare?
Quanto al mio (da lui presunto) “isolamento” - ha aggiunto l'on. Bobbio - mi limito a ricordargli che non mi sono isolato ma sono stato oggetto di una ben ordita manovra da parte di quegli ex consiglieri e mestieranti della politica stabiesi che oggi non a caso lo affiancano e dal vertice provinciale del Pdl. Ed oggi è più chiara anche una delle ragioni di questa congiura: Bobbio aveva innalzato un muro invalicabile per la camorra a Castellammare che evidemente ha infastidito più di qualcuno e lo stesso Bobbio mai e poi mai avrebbe consentito, anche in questa logica, di candidare il figlio del “ministro” nelle liste a suo sostegno”.
“Per finire, quando sul tema camorra nella politica a Castellammare Pentangelo si esprime in termini di “corda in casa dell'impiccato” per caso si riferisce al Presidente Provinciale del Partito? Queste cose nessuno le sa meglio di lui”.
“Per quel che riguarda la sua ossessiva volontà di evitare lo scontro in questa campagna elettorale, gli elettori sanno bene che la sua ricerca di silenzio e di basso profilo non serve certo a mantenere il clima calmo ma serve a occultare e a mettere la sordina argomenti caldissimi che sono di eccezionale interesse per i cittadini. Infatti, che presenze riferibili alla camorra si siano affacciate nelle liste di questa campagna elettorale non è certamente tranquillizzante nella prospettiva che chi se ne avvale possa poi in teoria diventare il vertice dell'amministrazione comunale”.
“Caro candidato Pentangelo, le mie rivelazioni non sono fango ma sono fatti ai quali ti invito a dare conferma o smentita. Che poi il candidato Pentangelo, cooptato alla Presidenza della Provincia senza neanche un voto per scelta autoreferenziale del suo capo carismatico annoveri fra le capacità del sindaco l'equilibro e la capacità amministrativa impone che su questi temi gli elettori stabiesi interpellino i cittadini di Lettere”.
“Quanto al mio carattere, io, almeno, ne ho uno e non sono un'oloturia”, ha concluso l'on. Bobbio