Già in
sede di previgente termine al 30 settembre 2012, stabilito dal decreto legge 201/2011
convertito in legge 214/2011 era stato chiarito che la scadenza coincideva con
la scadenza prevista per l'approvazione del bilancio e di tutti gli atti
collegati.
sabato 3 novembre 2012
Aliquote Imu, nessun buco da 7 milioni: approvazione segue tempistica bilancio 2012
In merito al presunto buco da 7 milioni di euro provocato, secondo l’opposizione,
dalla mancata approvazione delle aliquote IMU entro il 31 ottobre, si precisa
che le stesse seguono la tempistica del bilancio di previsione. Tale disciplina
si evince chiaramente dalla relazione illustrativa allegata al decreto legge
174/2012, nella quale è espressamente previsto che «… in considerazione del
citato differimento al 31/10/2012 del termine cui gli enti locali devono
deliberare il bilancio di previsione per il 2012, e per evitare dubbi
interpretativi, si allinea a detto termine quello cui i comuni possono
modificare, o approvare il regolamento e la deliberazione relativa alle
aliquote e alle detrazione dell'IMU».
venerdì 2 novembre 2012
Clientelismo nelle partecipate, Bobbio: dov’era Corte dei Conti prima del 2010? Il sindaco: la colpa non ricada su chi sta cercando di risanare situazioni gravissime
“Solo oggi, mentre io e i miei amministratori ci stiamo dannando
per risanarle, la sezione regionale di controllo della Corte dei Conti scopre
che la Multiservizi e le partecipate a Castellammare servono da anni solo a
garantire e mantenere l’occupazione. E, guarda caso, lo scopre solo oggi quando
amministriamo noi del centrodestra. E dov’è stata la sezione regionale di
controllo della Corte dei Conti in tutti gli anni precedenti al 2010? E dove
sono stati, o che facevano, in tutti gli anni precedenti al 2010, tutte le
altre istituzioni che guardando solo agli anni 2010/2011/2012 hanno
improvvisamente iniziato a interessarsi così infondatamente e alacremente della
mia gestione? Non vorrei che oggi le colpe fossero di chi, come me, scopre,
svela, punisce e risana piuttosto che di chi ha politicamente sguazzato nello
sfascio e per lo sfascio. E la sezione regionale di controllo della Corte dei
Conti mi dovrà rendere conto di questa e di altre cose quanto prima in tutte le
sedi competenti perché esiste anche l’omesso controllo tanto più quando si lega
a risvegli improvvisi e non del tutto chiari nelle motivazioni”.
Lo ha
detto il sindaco di Castellammare di Stabia, Luigi Bobbio.
Parcheggio comunale ex Cirio, apertura fino al 4 novembre con navetta gratis L’area, affidata in comodato d’uso alla Multiservizi, può ospitare fino a 200 auto
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| Nella foto: il parcheggio nell'ex area Cirio (Ph. Manzo) |
Continua il successo dell’iniziativa del parcheggio comunale allestito
nel piazzale ex Cirio (area data in comodato d’uso alla Multiservizi) che
proseguirà fino a domenica 4 novembre. Per l’occasione, l’Amministrazione
comunale, su impulso del sindaco Luigi Bobbio, ha predisposto un servizio
trasporto navetta gratuito per il cimitero cittadino.
Le
tariffe di sosta per il parking, che ha una capienza di circa 200 posti auto e
50 stalli per moto, sono particolarmente vantaggiose, in quanto si pagherà 1
euro all’ora (con possibilità di pagamento frazionato da 30 minuti alla tariffa
di 50 cents). Per la sosta prolungata, sono previste due tariffazioni
differenti: 4 euro per sei ore e 8 euro per dodici ore consecutive. L’area di
sosta sarà aperta dalle 7 alle 19.
giovedì 1 novembre 2012
Assenteismo Multiservizi: oltre 23mila ore di «pausa caffè» per gli spazzini a C/mare Bobbio: notificate 83 contestazioni disciplinari ai lavoratori infedeli, danni per 1 mln
Multiservizi, ecco i risultati dell’indagine interna della direzione
generale sui casi di assenteismo sfociati, lo scorso mese, in un’inchiesta
della procura di Torre Annunziata che vede coinvolti 19 lavoratori.
Ad oggi parliamo di un totale di ore di
sosta non consentita pari a 23.532, di cui 22.174 nell’ambito del territorio
cittadino e 1.358 fuori dal Comune di Castellammare di Stabia,
oltre naturalmente a numerose ore in cui i mezzi risultano in sosta non
autorizzata ma non si conosce l’equipaggio dello stesso. A rendere la
situazione ancora più gravosa, è il fatto che in tale contesto molti di coloro
che in modo scellerato si fermavano durante l’orario di lavoro, per effettuare
soste non consentite, percepivano anche l’indennizzo alla prestazione di lavoro
straordinario. Infatti molti, in modo sistematico, effettuavano lunghe soste
per sforare il normale orario di lavoro e proseguire necessariamente in lavoro
straordinario, questo senza che coloro che erano incaricati al coordinamento e
al controllo del servizio, nonché ad autorizzare lo straordinario, ossia il responsabile
operativo, il coordinatore dei capiservizio e i capiservizio, si ponessero
alcun problema per l’eccessivo e sistematico ricorso a questo tipo di
prestazione, pur in presenza di un numero assolutamente fuori controllo di ore
non lavorate.
Per
tale motivo il controllo del sistema produttivo aziendale, rivolto a tutti gli
aspetti organizzativi e produttivi, ha anche riguardato, a partire dai dati
relativi all’anno 2011, l’analisi degli indennizzi agli interventi di lavoro
straordinario e delle cosiddette “prestazioni” a compenso degli interventi
extra (quantificate sulla base dei vigenti accordi di secondo livello aziendali).
I risultati di tali analisi hanno
evidenziato per l’anno 2011, i risultati di seguito elencati:
• 3 operatori su 83 considerati, con un
tempo totale di soste non consentite maggiore di 500 ore
• 15 operatori su 83 considerati, con un
tempo totale di soste non consentite maggiore di 400 ore
• 22 operatori su 83 considerati, con un
tempo totale di soste non consentite maggiore di 300 ore
• numero
ore di ricorso a lavoro straordinario maggiore di 21mila, senza una equa
ripartizione tra gli operatori;
• un numero di interventi eseguiti a
“prestazioni” per un totale maggiore di 200mila euro;
• un consumo di carburante maggiore di 300mila
litri.
Di
fronte a tale situazione, il direttore generale non poteva restare inerme ed ha
presentato formale denuncia all’Autorità giudiziaria. Nel mese di giugno è
stata avviata un’indagine della magistratura che confermava quanto segnalato
dalla direzione aziendale, evidenziando uno scenario in parte ancor più grave
di quello percepito in precedenza. Nelle
more dei risultati dell’indagine della magistratura, tenuto conto anche di
quanto emerso dai controlli interni di cui sopra, la direzione aziendale a
partire dal 31 ottobre ha iniziato a notificare 83 contestazioni disciplinari,
secondo quanto previsto dal CCNL Fise Assoambiente e dalla normativa vigente, nei confronti di tutti coloro che hanno
commesso illeciti verso l’Azienda, comprendendo anche coloro che addetti al
controllo, negligentemente non hanno denunciato la situazione sopra descritta.
“Ho
fortemente voluto e altrettanto fortemente sostengo l’iniziativa disciplinare
adottata dai manager della società Multiservizi nei confronti dei dipendenti
infedeli”, ha commentato il sindaco Luigi Bobbio.
“Per i
casi più gravi, mi aspetto l’inflizione della sanzione più grave possibile.
Chiedo di essere inflessibili nelle valutazioni disciplinari e nel trarne le
relative conseguenze sanzionatorie. Plaudo all’eccezionale lavoro, autenticamente
investigativo, condotto in particolare dal direttore generale, dott. ssa
Baldassarre, e dal suo staff. Con il manager abbiamo infatti condiviso
l’assoluta necessità di andare a scavare in profondità in quello che era subito
apparso come uno dei più annosi, e risalenti nel tempo, bubboni di una società,
anch’essa come altre, pazientemente costruita nel tempo, sotto le precedenti
Amministrazioni, al solo scopo di dare un’occupazione drogata, di alimentare
fasce di clientelismo politico ed economico e di creare sacche di gestione
politicizzata sia interne che esterne alla società stessa. Questo è stato il
malcostume delle precedenti Amministrazioni che nessuno, fino ad oggi, aveva
avuto la volontà o in qualche caso la forza per svelare e duramente colpire.
Fiumi di denaro pubblico sono stati, quindi, sprecati e distratti a scopi
totalmente diversi rispetto al miglioramento dell’efficienza aziendale – ha continuato
Bobbio –. La città ne ha gravemente risentito con una qualità del servizio
ridicola, della quale – evidentemente – la precedente Amministrazione, così
mirabilmente guidata dall’allora sindaco Vozza, si è disinteressata,
privilegiando, in maniera assoluta, la sacca di potere clientelare ed
affaristico che, per loro, rappresentava la Multiservizi. Il resto sono
chiacchiere e il fiume di denunce calunniose e diffamatorie che Vozza e i suoi
accoliti hanno rovesciato su di noi, dal 2010 ad oggi, aveva evidentemente il
solo scopo, spero senza la connivenza di qualche autorità esterna, di cercare
di impedirci di risanare l’azienda migliorandone il servizio e di portare alla
luce le loro malefatte politiche e il loro sistema affaristico. Alla fine,
vince chi si muove nell’interesse esclusivo dei cittadini, cioè noi”.
“Per
questa storiaccia, per la quale attendiamo sempre la valutazioni della Procura
di Torre Annunziata, per quanto riguarda l’amministrazione della società e la
mia, le conseguenze in termini sanzionatori saranno gravissime, non potendosi
lasciare impunite, almeno sul piano disciplinare, le conseguenze di un
autentico sistema criminale che ha causato, per un periodo che va dal 1°
dicembre 2011 al 1° ottobre 2012, all’azienda e quindi alla città un danno
economico complessivo pari a non meno di un milione di euro. Purtroppo, su di
noi sono ricadute le devastanti conseguenze in termini di gestione, ma l’opera
di risanamento è ormai sostanzialmente compiuta e già da questo mese siamo in
grado di donare alla città un sistema di gestione della società e di raccolta
differenziata dei rifiuti finalmente all’altezza di un paese civile. È bene
però che i cittadini sappiano che il massacro della società era stato così
vasto e così profondo che due anni per rimettere a posto le cose sono stati
anche pochi. A qualche critico che manifestò le sue perplessità, quando uscì la
notizia degli avvisi di garanzia nei confronti dei dipendenti, chiederei senza
spirito polemico di riflettere sulla circostanza che una media di 400 ore
all’anno, con punte di episodi di un’ora e cinque minuti al giorno, per singolo
lavoratore, per una pausa caffè, mi sembrano francamente troppe”, ha concluso
il primo cittadino.
Comune, arriva lo «Sportello unico per l’edilizia» per la gestione integrata delle pratiche Bobbio: così migliora l’efficienza e la trasparenza delle procedure a tutela dei cittadini
Anche Castellammare di Stabia ha istituito lo Sportello unico per l’edilizia.
Con delibera di giunta comunale, l’Amministrazione ha recepito le recentissime
direttive legislative nazionali che hanno integrato le norme già vigenti anche
in ambito regionale. La novità interessa principalmente il settore dell’edilizia
e quanti devono intraprendere lavori privati per i quali lo Sportello d’ora in
poi costituirà l’unico punto di accesso per il privato, in relazione a tutte le
incombenze amministrative riguardanti l’intervento edilizio e il relativo
titolo abilitativo, e si preoccuperà di fornire al cittadino una risposta
tempestiva in luogo di tutte le pubbliche amministrazioni coinvolte.
Lo Sportello
si occuperà di acquisire direttamente o tramite conferenza di servizi tutti gli
atti necessari al rilascio di permessi di costruire o altri titoli edilizi
quali il parere delle soprintendenze archeologiche e paesaggistiche, il parere
delle Asl, quello dei vigili del fuoco, le autorizzazioni e le certificazioni
regionali per le costruzioni in zone sismiche, l’assenso dell’amministrazione
militare per le costruzioni nelle aree contigue alle zone militari, l’autorizzazione
della circoscrizione doganale per le costruzioni in prossimità della linea
doganale e nel mare territoriale, l’autorizzazione dell’autorità competente per
le costruzioni su terreni confinanti con il demanio marittimo, come anche dove
è il caso il parere dell’autorità competente in materia di assetti e vincoli
idrogeologici ed anche gli assensi per le servitù viarie, ferroviarie, portuali
come anche il nulla osta per le aree naturali protette.
Lo Sportello
si occuperà anche di quasi tutte le problematiche inerenti le verifiche
edilizie sul territorio dal controllo durante l’esecuzione di lavori
regolarmente autorizzati (saranno effettuati sorteggi settimanali a campione su
tutte le pratiche edilizie presentate) ai controlli antiabusivismo (già
effettuati ma gestiti in forma autonoma).
Sinteticamente
e per punti lo Sportello:
-
Ritira le richieste di permessi di costruire, le «Scia» («Segnalazioni
certificate di inizio attività»), le Cil («Comunicazioni di inizio lavori per
opere sottoposte ad attività edilizia libera»), le richieste di valutazione
preventiva, i piani particolareggiati, le richieste di certificato di
destinazione urbanistica, le varianti in corso d’opera, le comunicazioni di
inizio lavori, le comunicazioni di fine lavori, le schede tecniche descrittive
e le richieste di rilascio del certificato di conformità edilizia e agibilità
assegnandovi il numero di protocollo generale di settore e specifico di
progetto.
-
Fornisce informazioni preventive al pubblico sulla destinazione d’uso degli
immobili e sulla sua compatibilità con l’attività economica da esercitare,
sullo stato legittimato e sull’agibilità dell’immobile destinato ad attività
economica.
-
Rilascia certificazioni relative alle pratiche di condono edilizio; certificati
di destinazione urbanistica; permessi di costruire, valutazioni preventive, sanatorie,
provvedimenti di sanatoria su richieste di condono edilizio, certificati di
conformità edilizia e agibilità.
Lo Sportello
sarà organizzato con un unico punto di accesso (protocollo) distinto dal
protocollo generale del Comune ma ad esso collegato, presso il quale la pratica
edilizia sarà accettata solo se completa di tutta la documentazione richiesta.
A tale
scopo sarà predisposta una modulistica specifica che darà al richiedente ed al
suo tecnico l’immediato riscontro di tutto ciò che occorre per presentare ogni
singola pratica edilizia, per cui non sarà più possibile il verificarsi di
richieste di integrazioni di documentazione non presentata.
Inoltre
tutte le comunicazioni avverranno esclusivamente a mezzo informatico, in
considerazione della imminente attivazione della pubblica amministrazione
digitale, o a mezzo fax, con risposte certe in tempi certi.
Insieme
allo Sportello sono stati anche aggiornati i diritti di segreteria ed integrati
con i diritti di istruttoria allineando il Comune di Castellammare di Stabia
con tutte le altre realtà importanti (sopra i 50.000 abitanti) delle città
campane ed in particolare della provincia di Napoli. I nuovi importi sono molto
diversi dai precedenti (fermi da moltissimi anni), tuttavia sono equivalenti
sostanzialmente a quelli degli altri Comuni di pari importanza.
Lo Sportello
sarà attivo ed operativo non appena si renderanno disponibili le risorse
previste in bilancio per la costituzione fisica dello sportello (locale,
attrezzature, ecc.) e dell’effettivo inizio sarà data per tempo ampia e diffusa
comunicazione.
“Si tratta
di un ennesimo passo in avanti della mia Amministrazione, costantemente nell’interesse
della città, sul pieno recupero di condizioni di legalità, di trasparenza e di
efficienza nell’azione della macchina amministrativa comunale”, ha commentato
il sindaco Luigi Bobbio.
“Ringrazio,
per questa autentica conquista, l’assessore Di Somma e il dirigente arch.
Russo. Grazie al nostro lavoro, inizia una nuova stagione per l’ufficio tecnico
comunale fatta di legalità e trasparenza oltre che di efficienza. Basta, per
sempre, con l’autentico suk che avevamo
ereditato dal passato con gli uffici tecnici comunali quotidianamente invasi da
questuanti e postulanti in un caos e un disordine amministrativo desolante,
causa ed alibi di inefficienze amministrative e gestionali che sembravano ormai
insuperabili. Ci sono bastate, invece, la chiarezza degli obiettivi e la
linearità dei percorsi, uniti alla volontà di fare, per risolvere ancora una
volta alla radice il problema. Lo sportello unico dell’edilizia garantirà da
domani in poi l’assoluta impermeabilità degli uffici da parte dei privati, i
quali al contempo sapranno di poter contare sull’accuratezza dell’istruttoria
delle pratiche e sulla prontezza della risposta amministrativa, nonché sull’assoluta
trasparenza delle procedure. Tutto ciò consentirà inoltre all’Amministrazione
comunale di poter contare su flussi di introiti finalmente certi e comunque
finalmente proporzionati all’impegno richiesto alla macchina amministrativa in
questo settore. Quanto alle risorse necessarie alla materiale realizzazione
della struttura – ha concluso Bobbio – nel bilancio di previsione in corso di
approvazione sono state appostate risorse per circa 100mila euro”.
mercoledì 31 ottobre 2012
Un teatro al posto della stazione, Castellammare imiti Parigi e diventi una città europea Intervento dell’assessore all’Urbanistica Francesco Di Somma: così ne tuteliamo la memoria
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| nella foto da sinistra: l'assesore Di Somma |
Circa il primo elemento, occorre ritenere
che il motivo alla base della sospensione del servizio risieda nella eccessiva
onerosità scaturente dal binomio domanda/offerta, ossia viaggiatori/numero di
corse (e mantenimento della rete) che, secondo le dichiarazioni rese dall’assessore
regionale competente, costerebbero circa il 733% in più delle altre tratte (il
biglietto per la tratta costa 1,20 euro contro i 10 necessari per la gestione).
Occorrerebbe, realisticamente, anche
conoscere i valori assoluti delle cifre in campo (si prospettano in circa 2
milioni di euro l’anno) per decidere coscienziosamente se l’impegno possa
considerarsi “socialmente” utile e di conseguenza addossarselo.
In genere però tali considerazioni vengono
poste per tratte particolarmente disagiate o zone isolate che a fronte di una
scarsità di popolazione si pongono di per sé come tratte improduttive ma non
socialmente emarginabili. Ma non è questo il caso di Castellammare di Stabia
che, se pur trovandosi in una condizione ferroviaria statale definibile come un
“cul de sac”, non può dirsi certo isolata trasportisticamente disponendo della
linea regionale Circumvesuviana, veloce e di certo dotata di più fermate, anche
cittadine. Pensare che il collegamento della FS Castellammare – Torre
Annunziata, con tutto quello che comporta in termini di numero di utenti e di
inquinamento, vista la lunga sosta delle autovetture in coda ai passaggi a
livello, nonché le gravi ripercussioni sul traffico cittadino, possa davvero
essere considerato insostituibile, richiede una non facile acrobazia in termini
di bilanciamento costi-benefici.
Ma davvero non è più utile investire e
convogliare risorse nel potenziamento della Circumvesuviana? Peraltro
interessata, da anni, dall’impegno di ingenti finanziamenti per la
realizzazione del raddoppio della tratta. Perché non si attuano i progetti di
riqualificazione delle esistenti stazioni cittadine della Circumvesuviana di
Piazza Unità d’Italia, di Pioppaino, di Ponte Persica e di Terme? Perché non si
realizza la nuova stazione in prossimità del viale Europa ed il sottopasso di via
Nocera? Per non parlare dei parcheggi pubblici previsti, nei medesimi progetti,
in adiacenza alle suddette stazioni? Tutti progetti già dotati delle necessarie
approvazioni e dei relativi fondi. Per essi, quale fine è stato serbato? E
perché, in questo caso, i sostenitori “Verdi”, quelli della stazione a “tutti i
costi”, per intenderci, non dicono nulla? Come, invece, sta facendo, da tempo,
sul tavolo regionale, questa Amministrazione comunale?
Lasciamo ad altri le opportune
considerazioni ed affrontiamo il secondo e più suggestivo aspetto della
storicità della Stazione della FS. È indiscutibile che il valore storico e
culturale della stazione sia da tutelare e rivalorizzare. Ma bisogna pur
ammettere che il vero “abbandono” consiste, proprio, nel mantenere una stazione
a scarsissima utenza e, di conseguenza, gestione. Al contrario, alla sostenuta
ipotesi di dismissione della tratta non corrisponderà l’abbandono della
stazione. Tutt’altro!
La stazione è e resterà il segno di una
connessione dinamica tra la città ed il suo territorio. Non vi è parte del
mondo dove una riconversione di simili manufatti non abbia costituito un
surplus culturale, sociale ed economico tanto in rilancio quanto in
opportunità.
Un esempio per tutti: la gare d’Orsay a
Parigi.
Una stazione costruita agli inizi del ‘900
per poi essere dismessa dopo neppure quarant’anni di attività, che ha vissuto
diverse forme di utilizzo fino all’approdo a splendido museo con costitutiva
prevalenza di opere della “stagione” impressionista francese.
Considerate le opportune differenze in
termini di contesto urbano, ampiezza d’intervento, qualità dell’edificato ed
investimenti coinvolti, non si può negare che la trasformazione non abbia
minimamente nuociuto all’edificio in se che, evocando ancor oggi una stazione e
le sensazioni che essa trasmette, ne recupera per intero valori economici,
funzionali, sociali, culturali ed urbanistici.
L’idea di proporre la stazione della FS di
Castellammare quale foyer (perfettamente ed integralmente restaurato con
recupero e memoria della funzione del passato) di un Teatro Comunale (attesa la
straordinaria tradizione drammaturgica stabiese con Raffaele Viviani, Annibale
Ruccello…) con un mega parcheggio pubblico interrato, ormai divenuto
indispensabile per Castellammare e che potrebbe determinare la istituzione di
una definitiva ed estesa isola pedonale, è un’ipotesi affatto peregrina,
strumentale o (peggio) speculativa.
Altresì, tenuto conto che la linea ferrata,
o meglio l’ampio corridoio che essa impegna, potrebbe essere funzionale, una
volta abbattuti i muri di cinta, alla determinazione, assieme al contiguo Corso
De Gasperi, di un ampio asse viario con lunghi filari di alberature che
accompagnino una doppia pista ciclabile ed una linea tramviaria(ecologica) in
sede aperta e dotata di fermate intermedie sino a Torre Annunziata. Tali elementi
di collegamento, oltre all’uso quotidiano,
potrebbero risultare anche un collegamento alternativo in occasione
degli eventi organizzati all’interno della sala teatrale.
Inoltre disporre di una struttura teatrale,
non intesa in senso tradizionale, ma dimensionata e predisposta per ospitare
una molteplicità di attività, dalle attività congressuali, ai concerti musicali
di ogni genere, alle rappresentazioni ed alle exibition, potrebbe costituire un
attrattore urbano non riscontrabile in ambito regionale e con pochi riscontri
anche su scala nazionale.
Da una rapida riflessione asettica della
realtà socio-economica, della realtà territoriale, se ne ricava, con
immediatezza, la sostenibilità di una tale destinazione, risultando con
evidenza che gli “eventi” di intrattenimento (teatrali, musicali) e
congressuali, sono ampiamente frequentati e richiesti.
Si conserverebbe così l’edificio storico
della stazione e la piazza antistante diverrebbe anch’essa un foyer a cielo
aperto (chiuso per l’occasione) ad un passo da un lungomare ristrutturato e
rivitalizzato nelle sue peculiarità migliori.
Ed è per tali motivi che ogni
trasformazione, quando diviene improcrastinabile e necessaria, va compiuta nel
massimo rispetto delle volontà memoriali che lo hanno realizzato ed usato.
Ed è per tali motivi che, se si vuole che i
nostri figli abitino le dimore che gli abbiamo costruito, ne dobbiamo
consentire la modificazione per il miglior adattamento alle nuove esigenze, nel
rispetto della nostra e della loro storia, pena l’abbandono completo ed
impietoso nell’oblio di qualcosa che non avrà più senso, non ci si potrà
permettere e soprattutto non racconterà più nulla perché sarà rimasto lì senza
più nessuno con la possibilità o la necessità di dialogarci.
Arch. Francesco Di Somma
Assessore all’Urbanistica Comune di
Castellammare di Stabia
lunedì 29 ottobre 2012
Cimitero delle auto in via Panoramica, ordinanza di Bobbio al proprietario: ripulire l’area Il provvedimento sindacale notificato a un commerciante stabiese dopo sequestro discarica
Ha trasformato l’area dove ha sede la sua ditta in una vera e
propria discarica abusiva, con tanto di stoccaggio di rifiuti e veicoli fuori
uso. Un «cimitero» delle auto allestito, in via Panoramica, in spregio delle
più elementari norme ambientali. Un primo «avviso», Salvatore C., commerciante
46enne residente in città, l’aveva ricevuto il 18 settembre scorso con una
comunicazione «estremi di notizia di reato per violazione norme ambientali» da
parte del corpo di polizia provinciale, che aveva portato al sequestro
dell’area.
Ma da
allora, nulla è stato fatto per risolvere il problema della bonifica e della
ripulitura dell’area. Per questo motivo, il sindaco Luigi Bobbio ha firmato un
provvedimento con cui ordina al proprietario del terreno di «provvedere
immediatamente alla rimozione, al recupero e allo smaltimento dei rifiuti e al
ripristino dello stato dei luoghi». In mancanza del rispetto del provvedimento
sindacale, è scritto nell’ordinanza, si «procederà ai sensi della normativa
vigente».
domenica 28 ottobre 2012
Stazione, riapertura flop: salta la prima corsa delle 7.02, tutto rinviato a mercoledì E intanto Bobbio scrive a Trenitalia chiedendo informazioni su una delibera «fantasma»
Con gli
occhi storpiati e pesti a causa della levataccia imposta anche dal ritorno all’ora
solare, e con un Borrelli arrivato non si sa come da Napoli, si è tenuto
stamattina un festeggiamento «avatar», anzi meno che virtuale da parte dello
scalcinato manipolo dei fedelissimi delle FFSS, vittime di un pessimo scherzo
da parte di Trenitalia che, proprio stamattina, ha sospeso l’unica prevista
corsa delle 7,02. È rimasto, soltanto, per qualche ora il malinconico gazebo (non
si sa autorizzato da chi, ma lo scopriremo) di «Città Viva», sbilencamente
installato sui gradini della stazione.
Purtroppo per loro, la
sospensione sembra durare fino a mercoledì, giorno per il quale sarebbe stata
annunciata la prima corsa. Gira voce che
la sospensione di oggi non sia del tutto causale, posto che, qualche giorno fa,
il sindaco di Castellammare Luigi Bobbio avrebbe inviato una lettera a Trenitalia
(e per conoscenza al presidente Caldoro e all’assessore Vetrella) con cui chiedeva
incisivamente conto dei contenuti della lettera del dirigente regionale avv. Botta
con la quale sarebbe stata chiesta, dalla Regione Campania, la riattivazione
del servizio passeggeri sulla tratta Torre Annunziata-Castellammare.
Nella lettera dell’avv. Botta, si
motiverebbe la richiesta regionale di riattivazione con riferimento alla delibera di giunta regionale 504 del 21
settembre, nella quale si sarebbero determinate le condizioni per la revoca
della sospensione e la riattivazione del servizio.
Con la sua lettera, il sindaco,
al contrario, avrebbe fatto notare ai responsabili regionali di Trenitalia che
fra la delibera di giunta regionale del 9 agosto, dalla quale scaturì la
sospensione del servizio in questione, e la delibera 504 del 21 settembre,
addotta dal dirigente regionale a motivazione della richiesta di riapertura del
servizio, in riferimento alla tratta Torre Annunziata-Castellammare non sarebbe
mutato nulla e che, anzi, la delibera nr 504 sarebbe l’unica, tra quelle della seduta
del 21 settembre, a non essere stata pubblicata sul Burc. Se le cose stessero effettivamente
così, si attendono sviluppi clamorosi.
sabato 27 ottobre 2012
Presentate nuove unità cinofile FOTO/VIDEO
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| FOTO/VIDEO |
Si è tenuta questa mattina, presso
l'Aula "Falcone e Borsellino" di Palazzo Farnese, la presentazione delle
nuove unità cinofile del comando di polizia municipale di Castellammare
di Stabia.
"Presentiamo oggi con grande
soddisfazione, con grande orgoglio, quella che è un'altra esclusiva del
Corpo di Polizia Municipale del Comune di Castellammare di Stabia nel
contesto regionale", ha commentato il sindaco, Luigi Bobbio. "Siamo
l'unico Corpo di Polizia Municipale che si dota di un'unità cinofila.
L'unità cinofila darà un contributo importantissimo per, ulteriormente,
innalzare e consolidare, il percorso che ci ha portato a garantire ai
cittadini di Castellammare, livelli di sicurezza, di legalità , di
controllo del territorio, come mai si erano visti prima. Siamo ormai
quasi a livelli di eccellenza - ha proseguito il primo cittadino
stabiese - e di questo ringrazio gli operatori della polizia municipale
per quello che fanno e confermo l'impegno della mia Amministrazione e
mio personale, affinché il Corpo di Polizia Municipale di Castellammare
passa affermarsi come il migliore della Campania. L'arrivo dell'unità
cinofila presenta un'ulteriore dimostrazione della nostra forza a
livello regionale. Mi piace ricordare che dopo Napoli, siamo il secondo
Corpo di Polizia Municipale che si è saputo dotare dietro,
autorizzazione del Ministero degli Interni, del sistema di foto
segnalamento collegato informaticamente per l'accertamento delle
identità in eventualità di illeciti per i cittadini extracomunitari, la
nostra operatività e il riconoscimento della qualità della nostra
attività si sta affermando anche al riconoscimento del Ministero degli
Interni. Il fatto che solo Napoli avesse questo tipo di autorizzazione
dimostra come non sia facile averla. Per il Corpo dell'unità cinofila sono
stati svolti dei corsi, gli stessi cani sono due giovani esemplari in
fase finale di addestramento. Saranno destinati all'ordine pubblico e
anche a scopi di ricerca di sostanze stupefacenti, il loro è un
addestramento complesso. Sono due stupendi animali, abbiamo garantito
loro le condizioni massime di accudimento e abitazione. È inutile dire
che siamo completamente soddisfatti per la dedizione che stanno mettendo
gli agenti dell'unità cinofila per far si che i due nuovi colleghi.
Abbiamo attrezzato una vettura in conformità delle norme vigenti per il
trasporto degli animali e anche questo è un ulteriore contributo che ci
apprestiamo a dare nell'ambito della cooperazione con le altre forze di
polizia. Mi piace oggi annunciare, tra l'altro, che oggi
entrano in azione anche i palmari in dotazione alle Polizia Municipale
del Comune di Castellammare e per i quali sono stati fatti dei corsi che
consentono un'efficienza e ci fa fare un balzo in avanti dal punto di
vista del contenimento dei tempi di operatività, tempi ridottissimi nel
rilevamento e nella verbalizzazione delle infrazioni, azzeramento del
consumo di carta, sistema che si avvia verso la scomparsa visto i dati
rilevati le infrazioni rilevate saranno direttamente trasferite nel
sistema informatico che, e questo eviterà, no perché ce ne fosse
bisogno, percorsi totalmente trasparenti, visto che la verbalizzazione
verrà inserita direttamente nel database e non subirà, ma non è questo
caso, interferenze, tutto questo innalzerà notevolmente la produttività
da parte del nostro corpo che è già importantissima" ha concluso Bobbio.
giovedì 25 ottobre 2012
Terme, assessore Nappi scrive a dg Asl Na3 Sud: dare seguito ad accordi cabina di regia Bobbio: dimostrazione di un percorso mai interrotto, i lavoratori desistano dallo sciopero
“L’assessore
regionale al Lavoro, Severino Nappi, coordinatore della cabina di regia per la
gestione delle aree di crisi, ha inviato oggi una nota con la quale, nel
comunicare che la struttura commissariale alla Sanità ha già fornito
assicurazioni circa l’avvenuto adempimento degli obblighi di sua competenza, scaturenti
dal verbale di cabina di regia tenutasi il 27 settembre sulla crisi delle Terme
di Stabia, prega la direzione generale dell’Asl Na3 Sud a dar corso a quanto
convenuto”.
Lo annuncia il sindaco di
Castellammare di Stabia, Luigi Bobbio.
“Nel ringraziare l’assessore
Nappi per il costante e proficuo impegno che sta profondendo a favore della
città di Castellammare, la struttura commissariale alla Sanità e il dg dell’Asl
Na3 Sud per l’eccezionale attenzione e sensibilità già dimostrate nei confronti
della grave crisi lavorativa e sociale che coinvolge le Terme di Stabia e i
loro lavoratori, invito questi ultimi, alla luce della notizia come sopra
riferita, testimonianza della mai avvenuta interruzione del percorso ideato in
cabina di regia, a voler desistere dalle paventate azioni di protesta che non
avrebbero altro effetto se non quello di far perdere ulteriori occasioni di
fatturazione”, ha concluso Bobbio.
Area archeologica di Varano, Bobbio: rivedere aree da sottoporre a vincolo Il dirigente dell’Urbanistica scrive alla Soprintendenza per fissare un incontro
“Coerente con il rigoroso stile di concreta operatività che ho, sin
dal primo giorno, imposto alla macchina comunale per garantire alla città fatti
e cose concrete e non meri annunci, cui purtroppo era stata abituata nel
passato, con atto di indirizzo del 9 ottobre, incaricai i dirigenti comunali
competenti di rapportarsi con le autorità istituzionali esterne per quanto
riguarda l’annosa e delicatissima tematica dell’area di Varano. In pronta
esecuzione della mia direttiva d’indirizzo, il dirigente dell’Urbanistica,
arch. Giuseppe Russo, ha inviato al Sovrintendente per i beni archeologici di
Pompei, dott.ssa Cinquantaquattro, in data 23 ottobre, una richiesta scritta di
fissazione urgente di incontro per un tavolo tecnico operativo. In particolare,
il dirigente arch. Russo, nel richiedere l’incontro, evidenzia la sua finalità tesa
«ad analizzare e affrontare le molteplici problematiche legate all’aspetto
archeologico in ambito comunale…». La suddetta richiesta va ad innestarsi sulla
già avviata collaborazione «indirizzata ad una revisione dell’interesse
archeologico per le aree perimetrate con relativo vincolo in PRG comunale
vigente».
Lo annuncia
il sindaco di Castellammare di Stabia, Luigi Bobbio.
“L’arch.
Russo conclude la sua nota evidenziando come l’«impegno comune possa
univocamente spingere, da un lato, verso la valorizzazione dei preziosissimi
siti di Stabia e, per altro, verso il ripristino di condizioni
paesaggistico-urbanistiche e di legalità più che auspicabili nel pubblico
interesse… alla ricerca, alla concreta definizione ed effettiva tutela e
promozione delle aree di reale e tangibile interesse storico, archeologico e
culturale»”.
“Sono,
pertanto, estremamente soddisfatto nell’annunciare ai cittadini dell’area di
Varano che si è attivato, da parte della mia Amministrazione, il percorso concreto
volto a mettere finalmente in positiva relazione il doppio interesse pubblico
ravvisabile sull’area: quello alla tutela vincolistica del patrimonio
archeologico e quello alla corretta gestione e pianificazione urbanistica
residenziale dello stesso. Tale risultato, a differenza che per il recente
passato, è stato da noi raggiunto, come al solito, uscendo dall’ambiguità e
puntando sulla legittimità e chiarezza dei percorsi e sarà conseguito in
concreto, quindi, lavorando sinergicamente con la Soprintendenza per ricostruire
una precisa individuazione e valutazione delle aree da sottoporre a vincolo, in
maniera concreta e specifica e non più generale, teorica, astratta com’è stato
finora. Obiettivo del percorso che abbiamo avviato nell’interesse della città e
dei cittadini è, quindi, quello, partito il giorno 23, di procedere in concreto
alle occorrenti valutazioni di interesse archeologico, strumentali alla
ridefinizione delle aree da sottoporre al vincolo”, ha concluso Bobbio.
Biblioteca, Bobbio: resterà aperta 5 giorni a settimana di mattina e di pomeriggio Il sindaco: due dipendenti comunali già trasferiti presso la struttura, impegno mantenuto
“Come
sempre fedele all’impegno preso con i giovani studenti stabiesi, sono riuscito
in tempi rapidissimi ad assicurare nuovamente la riapertura della biblioteca
comunale per cinque giorni settimanali, sia in orario antimeridiano che in
orario pomeridiano”.
Lo ha detto il sindaco di
Castellammare di Stabia, Luigi Bobbio.
“Il risultato è stato conseguito,
in maniera estremamente semplice, attraverso un interpello ai dipendenti
comunali di profilo adeguato per la verifica di disponibilità interna ad essere
trasferiti presso la biblioteca. La procedura è stata assai rapida e ha portato
all’individuazione di due dipendenti che sono stati già trasferiti presso la
struttura. Ringrazio l’ufficio Personale del Comune – ha concluso Bobbio – per
la tempestività e l’efficienza dimostrate nell’occasione”.
mercoledì 24 ottobre 2012
Comune, Bobbio replica a centrosinistra: barbarie richiesta dimissioni Russo e Di Saia
“I capigruppo di Pd, Sel e IdV si stanno ancora una volta
comportando come il più classico dei buoi quando appella l’asino secondo sue
proprie caratteristiche. È, infatti, quanto meno singolare oltre che
strumentale che Vozza (ventriloquo della Ciliberto), Apuzzo (ventriloquo di se
stesso) e Pannullo (ventriloquo del nulla) chiedano contro di noi una
commissione d’accesso assolutamente infondata, dopo essere stati causa diretta
o indiretta della commissione d’accesso, quella vera, del 2009 dalle cui
conseguenze miracolosamente si salvarono gli stessi Vozza e Apuzzo. Ciò posto,
nel momento in cui hanno l’ardire di chiedere le dimissioni di collaboratori
dell’Ente spero non si rendano conto della gravità della loro richiesta; siamo
alla barbarie, alla violazione delle regole più elementari della civiltà, della
politica e del diritto”.
Lo ha
detto il sindaco di Castellammare di Stabia, Luigi Bobbio.
“Nel
merito, ammesso e non concesso che la circostanza pubblicata dalla stampa sia
vera (nel qual caso peraltro a qualcuno potrebbe sembrare di trovarsi in una
ipotesi di fuga di notizie), l’unica vera notizia sarebbe nel fatto che la tesi
del pm procedente avrebbe preso, nella fattispecie, una clamorosa smentita
concretizzatasi nel rigetto, da parte del gip, di una richiesta di misura
cautelare: la vera notizia consisterebbe allora nel fatto che un primo giudice,
quello delle indagini preliminari, rigettando la richiesta, ha ritenuto
legittimo l’operato dei presunti indagati. Sulla base di cosa, quindi, queste
opposizioni pretenderebbero che io «dimissioni» i due funzionari (fermo
restando che le dimissioni per me sono e restano un fatto spontaneo e io a differenza
di loro non dimissiono nessuno)? – ha aggiunto Bobbio –. Nel merito,
ulteriormente, per quanto riguarda l’architetto Russo, in particolare, l’acme
della barbarie in termini politici, di civiltà e giuridici si raggiunge
chiedendone le dimissioni su presupposto che la contestazione fatta alla moglie
(a proposito, chi l’ha accertato questo legame anagrafico?) dovrebbe produrre
effetti sul marito. Su questo aspetto, io che, a quanto sembra, sono e resto il
garante unico della legalità in questa città, respingo sdegnato questa ignobile
richiesta ai mittenti proprio perché credo profondamente nella civiltà
giuridica e politica. Tutto ciò premesso, parliamo di due eccellenti
professionalità in ordine alle quali non può muoversi appunto alcuno circa il lavoro
egregio che stanno svolgendo per l’Ente stabiese”, ha concluso Bobbio.
martedì 23 ottobre 2012
Sviluppo della città, Bobbio: presto elimineremo vincolo Asi da Castellammare Incontro con l’assessore Taglialatela. Il sindaco: nuovo appuntamento a metà novembre
“Ho avuto oggi un incontro con l’assessore all’Urbanistica, on.
Taglialatela, riguardante la questione della zona Asi insistente sul territorio
di Castellammare di Stabia. L’incontro ha visto la proficua condivisione del
percorso sin qui compiuto dall’Amministrazione comunale, attraverso
l’interlocuzione con l’assessorato alle Attività produttive, con l’Asi di
Napoli e per il tramite del parere reso dal prof. D’Angelo. L’assessore
Taglialatela ed io abbiamo altresì convenuto circa la necessità di avviare
sollecitamente la fase finale del percorso che, sotto il governo
dell’assessorato regionale all’Urbanistica, dovrà portare in tempi contenuti
alla definitiva eliminazione del vincolo Asi sulla nostra città in una logica
di virtuosa, moderna ed avanzata ripianificazione complessiva del territorio. Il
nuovo appuntamento è stato, pertanto, fissato per la metà del mese di novembre
al fine di tradurre in procedure operative l’intesa così raggiunta tra
assessorato regionale e il sindaco della città”.
Lo
annuncia il sindaco di Castellammare di Stabia, Luigi Bobbio.
venerdì 19 ottobre 2012
Castellammare di Stabia, il sindaco Luigi Bobbio ha presentato le dimissioni
Il sindaco di Castellammare di Stabia, Luigi Bobbio, ha
protocollato questa mattina le proprie dimissioni.
Segue
la lettera inviata ai cittadini.
Cari concittadini,
mi dimetto dalla carica di Sindaco di Castellammare di Stabia.
Non è stata una decisione facile. L’ho presa, però, nell’interesse e
per il bene esclusivo degli stabiesi che hanno il diritto e la necessità di
poter contare su un’Amministrazione e una maggioranza forti, determinate, coese
con il loro sindaco, nel nome e sulla linea di un percorso e di obiettivi
limpidi e chiari.
Tutto ciò, negli ultimi tempi, sembra essere venuto meno in vari
settori della maggioranza uscita dalle urne fino alla mancanza dei numeri in Consiglio
comunale. Non posso accettare lo squallore paralizzante di chi pensa di potermi
consumare lentamente nel nome di scelte individuali. È, così, giunto il momento
di una rinnovata assunzione di responsabilità da parte di tutti.
Mi dimetto per riportare la politica al centro. In politica, la vera
forza è il progetto. Il progetto è l’asse portante sul quale costituire la
maggioranza di governo per la città. Abbiamo già iniziato ad attuare a
Castellammare di Stabia una vera rivoluzione copernicana, un cambiamento
epocale nello stile dell’amministrare e nel contesto civile. La strada va,
però, percorsa fino in fondo e, oggi, tocca alla politica cambiare. Opero
questa scelta, quindi, nel tentativo finale di accertare chi sia disposto a
sottoscrivere il nuovo patto fondativo di una maggioranza che stia insieme con
il cemento dell’agire nell’esclusivo interesse della collettività. Una
ritrovata e, al tempo stesso, nuova maggioranza, in cui la ricerca e il
conseguimento del bene comune siano il binario insuperabile dell’azione
amministrativa, il confine invalicabile che nessuna aspirazione personale possa
consentire di spezzare. È questo il momento di tentare l’ultima verifica che,
coinvolgendo tutti i soggetti politici, possa puntare a conseguire gli
obiettivi concreti necessari alla definitiva rinascita e al completo rilancio
della nostra città.
Avvio così un percorso basato su un serrato confronto politico in cui i
personalismi non abbiano alcun diritto di cittadinanza; un percorso che non
intendo subire ma del quale non intendo essere l’unico protagonista,
richiedendo una preliminare e piena assunzione di responsabilità delle forze
politiche stabiesi chiamate a dimostrare, innanzitutto, di avere la voglia e la
capacità di stare insieme con il comune obiettivo di realizzare il bene di
Castellammare di Stabia. Un obiettivo che, come il destino della nostra città,
oggi più che mai, è nelle nostre mani, nelle mani di quella che ama definirsi
classe politica e dirigente. Non temo il peggio, ma non lo cerco. Sono pronto,
in ogni momento, a rimettermi in gioco e a tornare a battermi per la nostra
città ma, per il suo bene, è mio dovere oggi creare le condizioni per
consentire alla classe politica di dimostrare se abbia o meno la volontà e la
capacità, al mio fianco, di evitare il disastro per la città; di dimostrare se
e quanto realmente ami questa città. Da oggi, è stata girata la clessidra che
ha iniziato a segnare inesorabilmente il tempo delle scelte e delle decisioni
definitive per Castellammare di Stabia.
Un tempo che scorre e nel cui ambito gli eventi accadono senza curarsi
delle nostre volontà. Un tempo che è quello della città e del mondo globale,
nel quale essa vive, a cui non importa nulla della nostra velleitaria volontà di
fermare l’uno e gli altri. A noi tutti, quindi, resta solo la possibilità e la
capacità di scegliere se muoverci in fretta per salire sul treno, già in corsa,
del progresso e della rinascita civile, o restare a terra inchiodando non già
la politica stabiese (cosa che non avrebbe alcun rilievo) ma una intera città,
la nostra, ad un misero presente fatto di possibilità perdute e di aspirazioni
deluse che consegnerebbe la classe politica cittadina al povero oblio di un
triste passato.
Al punto in cui stanno le cose, pur rivendicando con orgoglio gli
eccezionali risultati conseguiti in questi due anni e mezzo, il grande tema
politico che va posto sul tavolo non è il nome del sindaco ma è la disperata
necessità della città di continuare, oggi più che mai, ad avere una
rappresentanza eletta dal popolo che ne conosca i problemi, ne comprenda le
necessità e scelga e persegua le risposte e le soluzioni, guidata solo
dall’amore per essa.
Il tema, oggi, è la necessità quindi, per la nostra città, di non
essere condannata al disastro di sei mesi di commissariamento con la totale
conseguente, istituzionalmente prevista, perdita di chance. Troppi, troppo
concreti e troppo importanti sono, infatti, i percorsi che abbiamo avviato e
quasi portato a compimento in questi primi due anni e mezzo; le soluzioni che
abbiamo individuato e, in più di un caso, realizzato in piena sinergia con i
vari livelli istituzionali, pronti a riconoscere, nel rappresentante eletto dal
popolo, l’unico interlocutore legittimato, con una validazione che può nascere soltanto
da quel misto di consenso popolare e di interesse per il bene della città che
solo un sindaco può avere. Ed è inutile tentare di sottrarsi, con
argomentazioni più o meno dialettiche, alla ovvia constatazione che per
mantenere il valore assoluto di un’amministrazione guidata da un sindaco, i
passaggi obbligati sono due: l’esistenza di una maggioranza politica e numerica
e il voto al bilancio. Tutto il resto sono chiacchiere e speculazioni. In
questi primi due anni, tra mille difficoltà, gravati dalle impossibili
condizioni della finanza comunale, oppressi dalla crisi internazionale,
caratterizzati dalle stringenti e a volte asfissianti prescrizioni imposte
dalla Prefettura dopo la commissione d’accesso nel 2009, il bilancio delle cose
fatte è altamente positivo. Abbiamo superato la fase difficilissima tesa a
ristabilire piena trasparenza, legittimità e regolarità nell’azione della
macchina comunale operando una profonda ed efficace attività di revisione
dell’Ente dal punto di vista dell’organizzazione, della gestione e delle
procedure trasformando un’attività di risanamento dell’Ente, imposta anche
dalla Prefettura, da potenziale zavorra per l’attuazione del programma (come
sarebbe stato per chi mi aveva preceduto) a strumento prezioso per realizzarlo.
Siamo riusciti a dimostrare (anche se qualcuno si ostina a minimizzare in
maniera strumentale il tema) che la legalità e il suo pieno recupero non sono
soltanto un obiettivo politico e un ragionare astratto ma possono essere tradotti
in fatti concreti e in nuovo stile di convivenza che non è fine a se stesso ma
è anche precondizione indispensabile per riportare la città sui sentieri dello
sviluppo e della rinascita economica e lavorativa. Abbiamo avviato e portato
molto avanti percorsi economici e civili di valore assoluto come Piu Europa,
Housing sociale, il Piano casa, il Piu Europa dei privati per il waterfront,
l’uscita della città dalla zona Asi, la riqualificazione della villa comunale,
il nuovo piano regolatore generale del porto che tiene al suo interno la
definitiva e positiva soluzione della dolorosa e annosa questione del cantiere,
la sospensione in vista della soppressione delle obsolete e penalizzanti tratte
ferroviarie con Gragnano e Torre Annunziata, il Contratto di quartiere. Se noi
continueremo ad amministrare questa città, essa presto grazie a tutto ciò
diventerà quel meraviglioso e gigantesco cantiere per anni sognato e mai
realizzato. Castellammare è ormai diventata il centro dell’intero territorio
come dimostra, ad esempio, la scelta da noi fortemente voluta del Parco
regionale dei Monti Lattari di insediare la propria sede nella Reggia di
Quisisana o come dimostra, ancora, il ruolo primario da noi assunto nell’ambito
dell’Autorità portuale o ancora gli interventi di viabilità sia sul territorio
cittadino che su quegli snodi di comunicazione stradale che per anni erano
stati, nel disinteresse di tutti, la croce di una intera provincia. In questi
primi due anni e mezzo abbiamo impostato con un duro lavoro, in stretta
sinergia con le istituzioni e le parti sociali, percorsi di soluzione, ormai
tutti incardinati, per i principali e più gravi problemi occupazionali della
nostra città come quelli della Fincantieri, dell’Avis, di Stabia Porto che
hanno dimostrato come l’Amministrazione di Castellammare non abbia mai smesso
di essere al fianco dei cittadini e dei lavoratori. Abbiamo profondamente
avviato un’opera colossale di recupero della qualità della vita e di una
dignitosa quotidianità in città con interventi ordinari e straordinari che sono
sotto gli occhi di voi tutti e che non necessitano di commenti circa la loro
indiscutibile qualità e utilità.
Tutto ciò, oggi, io pongo, sul tavolo di un nuovo e serio confronto
politico, dinanzi alla classe dirigente della politica stabiese cui oggi tocca
la scelta se rinunciare a tutto ciò contro l’interesse della città o se
continuare a guidare la sua rinascita senza perdere le occasioni e senza
interrompere i percorsi. Solo un’Amministrazione eletta dal popolo può fare
ciò. Al di là delle mistificazioni di qualcuno, tutti sanno che un commissario
non è un governo dei tecnici. È infinitamente peggio e non per scelta del
commissario, ma per precise e inderogabili previsioni normative che inchiodano
il miglior commissario prefettizio a una inerte ordinaria amministrazione. E
sfido chiunque a dimostrare che una sola delle innumerevoli, virtuose attività
amministrative e politiche in corso possa qualificarsi di ordinaria
amministrazione. Senza contare che, per portare a compimento tali percorsi, che
si svolgono obbligatoriamente in un sistema di interrelazioni e di interazioni
con altri soggetti istituzionali e con le parti sociali, anche al migliore dei
commissari mancherebbe il requisito fondamentale della legittimazione popolare
per operare in maniera credibile e proficua.
Solo un’Amministrazione eletta dal popolo può fare ciò. Che poi, per
qualche obsoleto (a prescindere dall’età anagrafica) esponente politico
stabiese, far cadere un’Amministrazione consegnando la città al commissario
prefettizio possa rappresentare una “vittoria politica” ciò sta solo a
dimostrare quanto vecchio, stantio, sterile e lontano da un reale interesse per
la città sia costui. Mi rifiuto di credere che a Castellammare possa essere preponderante
il numero di coloro che, esponenti politici eletti, pur di prevalere su di me, sia
disposto a camminare sul corpo della città e dei suoi figli. Le forze politiche
stabiesi, presenti in consiglio comunale, unite a quelle senza rappresentanza
istituzionale, hanno da oggi la possibilità, ove lo vogliano, di dare un
contributo importante alla prosecuzione del percorso purché tutti e ciascuno
decidano di mettere al primo posto l’interesse di Castellammare e il bene dei
suoi cittadini nel nome di una parola d’ordine che possa coinvolgere tutta la
classe dirigente di questa città. Dicevo prima che questo è il momento delle
responsabilità e ognuno, da questo momento, investito di un ruolo politico, ha
il dovere di ragionare di quelle responsabilità che tutti abbiamo assunto
liberamente davanti ai cittadini e alle quali oggi, in vista degli appuntamenti
imminenti che aspettano la città, non possiamo sottrarci. Noi oggi, sulla base
di fatti concreti, di una credibilità che nasce dalle cose fatte, abbiamo il
dovere di trovare i percorsi e le condizioni dell’andare avanti nella
concretezza di un programma di governo che abbiamo già dimostrato, in questi
primi due anni e mezzo, non essere una dissertazione astratta e teorica, ma un
autentico e rispettato programma d’azione.
E questo programma, oggi e non domani, ci chiama ad appuntamenti che
non ammettono ritardi; appuntamenti ai quali soltanto la classe politica eletta
può essere presente e non altri. Sono gli appuntamenti che parlano del presente
e del futuro di questa città, del ruolo e della missione civile che le vogliamo
affidare, della grande programmazione economica, civile e urbanistica. Del
ruolo della nostra città nel Mezzogiorno e nel Mediterraneo. Del futuro dei
nostri figli. Se a questi appuntamenti non saremo presenti noi, non sarà
presente nessuno, perché nessuno sarà titolato a rappresentare la città. E
questi appuntamenti, se non onorati nei prossimi sei mesi, saranno
irrimediabilmente persi. Su questo argomento spero vivamente che nessuno,
neanche il più incallito degli oppositori, sia disposto a giocarsi una
scommessa che vedrebbe, come unico perdente, la nostra amata Castellammare.
Un commissario prefettizio non farebbe alcun bilancio e, quindi, tantomeno
utilizzerebbe denaro comunale per andare in ausilio alle Terme che, quindi, senza
un’Amministrazione eletta dal popolo, sono già condannate al fallimento. Mettere
due milioni di euro in una partecipata nelle condizioni delle Terme certo non costituisce
un atto di ordinaria amministrazione! Solo noi siamo pronti e disposti ad assumere
tale responsabilità. Certamente un commissario prefettizio non avrebbe il ruolo
e la legittimazione di partecipare alla fondamentale e proficua esperienza
della cabina di regia istituita presso la Regione Campania per l’area di crisi
torrese-stabiese; non avrebbe la legittimazione e il ruolo di concertare con i
privati il masterplan del waterfront del Più Europa; non avrebbe il ruolo e la
legittimazione di elaborare il Piano urbanistico comunale che, nell’imminenza
ormai dell’approvazione del nuovo Put che vede Castellammare libera
dall’inutile gabbia vincolistica, è qualcosa che va disegnato subito, sublimandosi
in esso il più alto livello di programmazione e di responsabilità civile della
politica. Non potrebbe il commissario, non avendone il ruolo e la
legittimazione, portare a compimento il duro e proficuo percorso di uscita di
Castellammare da una zona Asi inutile e dannosa. Non avrebbe, il commissario,
la legittimazione e il ruolo di cooperare, in maniera efficace e partecipe,
alla redazione del nuovo Prg del Porto che verrebbe lasciato all’esclusiva
autonomia decisionale e progettuale dell’Autorità portuale. Non avrebbe, il
commissario, la legittimazione e il ruolo di portare a compimento il percorso
di soppressione delle inutili e obsolete tratte ferroviarie; non avrebbe,
infine, il commissario, il ruolo e la legittimazione di portare a compimento,
mancando il ruolo fondamentale e indispensabile di un sindaco, i percorsi di
assicurazione e rilancio dei livelli occupazionali né del cantiere, né del suo
indotto, né dell’Avis, né di Stabia porto. Oggi, adesso, è il momento di dire
chi vuole assumersi la responsabilità di tutto questo.
La camorra è tornata a puntare i suoi occhi famelici sulla città
contando, proprio, sull’uscita di scena di chi, della legge e del contrasto al
crimine, ha fatto la sua regola di vita e di politica. Senza maggioranza, non
ci sarà voto al bilancio; senza voto al bilancio non ci sarà governo cittadino
eletto dal popolo; senza governo cittadino, con il commissario prefettizio, non
vi sarà né presente né futuro per la nostra città. E, purtroppo, senza
bilancio, non vi sarà né presente né futuro per i dipendenti delle Terme, per
il lavoro in genere a Castellammare e per la città nel suo complesso.
LUIGI BOBBIO
lunedì 15 ottobre 2012
Allarme maltempo, sindaco Bobbio firma ordinanza per chiusura scuole per domani
Allarme maltempo, ordinanza del sindaco Luigi Bobbio per la
chiusura delle scuole del territorio comunale nella giornata di domani.
Il provvedimento
del primo cittadino ordina la «chiusura delle scuole di ogni ordine e grado per
la giornata del 16 ottobre 2012, con riserva di reiterazione nel caso in cui
proseguano i rischi derivanti dall’attuale situazione meteorologica, ovvero eventuali
danni determinatisi in seguito a quest’ultima sconsiglino od impediscano la
normale ripresa delle attività didattiche».
Allerta meteo, riunione d’urgenza in Comune con forze dell’ordine e Protezione civile Il sindaco: si invita la popolazione a evitare fino a rientro dell’allarme le aree a rischio
“Un’allerta meteo è stata diramata, con fax alle ore 20:28 di ieri,
domenica, ma materialmente pervenutami solo questa mattina, dall’Ufficio
territoriale del governo di Napoli. Sulla base di tale allerta meteo, ho
convocato, per questa stessa mattinata, un’urgente riunione con le
organizzazioni di Protezione civile, polizia di Stato, carabinieri, vigili del
fuoco e polizia municipale al fine di predisporre tutte le precauzioni
possibili onde cercare di evitare conseguenze dannose a seguito del temuto
evento meteo”.
Lo annuncia
il sindaco di Castellammare di Stabia, Luigi Bobbio.
“Ho
provveduto, come da nota della Prefettura, a mettere in allerta gli istituti
scolastici di ogni ordine e grado, presenti in città. Si invita la popolazione
a evitare, nelle prossime ore, di frequentare seminterrati e piani bassi almeno
nelle aree ritenute a rischio allagamento – ha continuato Bobbio -. Nel corso della
riunione di oggi verranno pianificati la vigilanza e il monitoraggio di aree
particolarmente sensibili quali centri commerciali e strutture pubbliche con
affluenza di utenza. Verrà altresì pianificato l’accurato presidio del
territorio con particolare riguardo alle arterie stradali e a quelle aree delle
quali siano noto il maggior rischio idrogeologico e idrografico. La riunione
convocata per questa mattina si formalizzerà in tavolo permanente al fine di
seguire l’evolversi della situazione meteo riferendo alla Prefettura e alla
Protezione civile regionale ogni criticità si dovesse riscontrare”.
“Sempre
nel corso della riunione, convocata in via d’urgenza, per le ore 12,45, si
valuterà l’adozione di ogni altra misura di prevenzione ritenuta adeguata. Si
invitano, comunque, i cittadini fino a che non sarà diramato dalla Prefettura
il cessato allerta meteo ad evitare di frequentare i luoghi suddetti e, in
generale, a limitare i flussi di traffico veicolare. Si rimette alla valutazione
dei dirigenti degli istituti scolastici, a secondo dell’evolversi della
situazione, ogni possibile valutazione circa la frequenza degli alunni,
compresa la mattinata di oggi”.
domenica 14 ottobre 2012
Cabina di regia, Bobbio: ribadisco la mia fiducia a De Vita e al dirigente Battinelli
In
relazione alla notizia diffusa dall’ufficio stampa di Castellammare di Stabia e
alla distorta e falsa lettura dei fatti data da taluni organi di stampa,
ribadisco in maniera convinta e profondamente consapevole la mia piena totale e
incondizionata fiducia nei confronti del coordinatore tecnico della cabina di
regia, avv. Francesco De Vita, e nei confronti del dirigente comunale dott.
Vincenzo Battinelli.
Mi auguro, vivamente, che in
questo caso come per il futuro non abbiano a ripetersi inqualificabili episodi
di mistificazione e di speculazione politica come quelli verificatisi oggi. Se
la nostra città sta uscendo in maniera chiara e visibile dall’abisso di
difficoltà e di disperazione in cui altri l’avevano precipitata fino al momento
della mia elezione, ciò si deve anche al duro, costante a volte non visibile
impegno lavorativo di tutti coloro, soggetti politici e amministrativi, che nel
mare tempestoso delle infedeltà e degli ostruzionismi che pure regnano nella
politica e nella macchina amministrativa stabiese, affiancano, sostengono e
coadiuvano il mio sforzo di buona amministrazione.
sabato 13 ottobre 2012
Cabina di regia, ufficio risorse umane risponde a Collegio revisori conti
Era stata già protocollata giovedì, a firma del Dott. Battinelli,
dirigente delle Risorse Umane di questo Ente, una nota indirizzata al
presidente del Collegio dei revisori dei conti e, per conoscenza, al Sindaco.
In tale
nota, lo stesso dott. Battinelli, nel ricostruire su richiesta del Collegio dei
revisori dei conti del Comune, i passaggi relativi ai rimborsi spese effettuati
in favore del coordinatore tecnico della cabina di regia, avv. De Vita, ha dato
atto che l’ufficio è incorso in alcuni errori materiali di calcolo e di imputazione che, a suo avviso, hanno
portato all’erogazione di una maggior somma nei confronti del coordinatore
tecnico della cabina di regia per 5893,78 euro che, sempre ad avviso del dott.
Battinelli, dovrà essere trattenuta dal prossimo pagamento correlato all’anno
2012.
venerdì 12 ottobre 2012
Stazione, la replica di Bobbio: centrosinistra finge di non saper leggere gli atti I 200mila euro per la stazione di Marina di Stabia come i soldi fantasma del bacino
“Quando la verità viene a galla urtica e fa male. Da qui la
reazione piccata e nervosetta dei vari soggetti politici, favorevoli alla
riapertura della ferrovia, che non pensavano che gli atti del passato venissero
fuori. Atti, per la verità (parlo del protocollo d’intesa) la cui accurata
costruzione in politichese può ingannare qualche sprovveduto, ma non serve a
coprire agli occhi dei cittadini stabiesi la verità e quale fosse, quindi, il
reale punto di arrivo che si prefiggevano gli amministratori di allora che sono
i nostri oppositori di oggi. Ripeto, al di sotto del pomposo politichese, resta
l’obiettivo chiaro e netto: sopprimere la ferrovia di Castellammare di Stabia”.
Lo ha
detto il sindaco di Castellammare di Stabia, Luigi Bobbio, replicando alle
dichiarazioni degli esponenti di Pd, Sel e Verdi.
“E che
si trattasse di una messinscena ben orchestrata emerge da vari dati di fatto:
come i famosi 300mila euro dello studio di fattibilità del bacino, allo stesso
modo gli altrettanto famosi 200mila euro per lo studio di fattibilità della
stazione di Marina di Stabia sono una clamorosa bufala politico-mediatica, in
quanto sul bilancio della Regione Campania, come è stato accertato dalla nostra
Amministrazione regionale, non c’è mai stato neanche un centesimo né dei
300mila né dei 200mila. In secondo luogo, che si tratti di una bufala, ieri
come oggi, è dimostrato dal fatto che di questi tempi la realizzazione di una
stazione, ancorché mini, a Marina di Stabia (e, quindi, sul confine con Torre
Annunziata) costerebbe non meno di 10 milioni di euro, soldi che oggi come ieri
non sono minimamente intenzionati né in grado di sborsare né la Regione
Campania né Rfi – ha continuato Bobbio –. S’impone una terza considerazione: la
mozione dei sentimenti dei binari da lasciare, in quanto serventi per il
trasporto del ferro per il cantiere, ha trovato una clamorosa smentita negli
ultimi anni. Credo, a mia memoria, che l’ultimo carico di ferro su rotaia sia
arrivato al cantiere tra il 2005 e il 2006. Da allora, pattugliatori compresi,
il ferro arriva al cantiere a mezzo di tir. E, comunque, oggi è enormemente più
conveniente che il trasporto del ferro avvenga via mare. Infine, credo di avere
già dichiarato (e, ad ogni buon conto, lo ribadisco) che l’attuale area di
sedime delle Fs dovrà essere destinata ad ospitare una pista ciclabile e un
tram leggero tale da assicurare, per l’appunto, un collegamento alternativo
interno per la nostra città e anche con le città vicine, Gragnano per prima. A
questo proposito, mi permetto ricordare che ad oggi solo i comunisti di SeL (in
nome dell’ideologia) e i Verdi (non saprei dire a nome di che) credono ancora o
fanno finta di credere che questi interventi, in particolare il tram su ruota,
si possano realizzare con denaro pubblico – ha proseguito il sindaco –. In
realtà, oggi come oggi, ogni opera che non si esaurisce nella sua realizzazione,
ma che comporta dei costi di esercizio (alti) in vista di ricavi (bassi), per
trovare un giusto equilibrio tra queste due voci, può essere realizzata solo da
privati, tanto più che il denaro pubblico è finito. Orbene, ciò detto, ben
conoscendo di che pasta sono fatti i locali esponenti di Sel e dei Verdi, mi
dispiace soltanto che non si sia riusciti a comprendere con i locali esponenti
del Pd ai quali riconosco, peraltro, quantomeno un’indubbia propensione al
ragionamento serio e costruttivo, sperando che presto si possano trovare motivi
ulteriori e seri di confronto nell’interesse della città”.
“Aggiungo
infine, per i festanti di domenica, di essere un attimino cauti per almeno tre
motivi: il primo, non so quanto convenga festeggiare sulla base di un semplice
annuncio di intenzione teorica, manifestato dall’assessore Vetrella, cui non ha
fatto seguito alcun atto di giunta regionale in tal senso, guarda caso; il
secondo, visto che, dai proclami lanciati in queste ora dagli organizzatori, la
cosa, più che un caffè in piazza, sembra voler prendere il piede di
un’autentica manifestazione, mi pregio rammentare che la stessa va
preventivamente comunicata all’autorità di Ps; il terzo, guarda caso qualche
giorno fa, in piena cosiddetta polemica, dopo essere stato contattato da un
responsabile di Rfi, che mi segnalava che numerose associazioni cittadine
avevano inviato richiesta di poter essere assegnatarie di singoli locali liberi
dell’ormai dismessa stazione e che, per questo, mi chiedeva quale fosse
l’intenzione del Comune, ho a mia volta inviato richiesta prioritaria di
assegnazione all’Ente in comodato d’uso gratuito dell’intero fabbricato
dell’ormai dismessa stazione in tutti i suoi locali attualmente liberi. Quindi,
fate presto a festeggiare perché presto potreste trovare davvero i lucchetti
chiusi”, ha concluso Bobbio.
Stazione, Bobbio: ecco le prove che anche il centrosinistra voleva sospendere tratta Il sindaco: il protocollo d’intesa firmato da Cascetta e Vozza. E ora i parolai che dicono?
Verba volant, scripta manent.
Non hanno avuto nemmeno l’accortezza e il buonsenso di informarsi o spulciare
l’archivio quanti, in questi giorni, hanno inserito il pilota automatico delle banalità
e delle falsità sulla stazione Fs di Castellammare di Stabia, la cui riapertura
è stata solo frettolosamente annunciata dall’assessore Vetrella, dopo la
delibera di giunta regionale dell’agosto scorso che ne decretava – come
richiesto dall’Amministrazione comunale del sindaco Luigi Bobbio e come
concordemente convenuto dall’intero governo regionale – la sospensione e la
successiva chiusura.
I vari
Francesco Borrelli, Tonino Scala, Tonino Amato, Mario Casillo, Nello Di Nardo,
Anita Sala e compagnia parolaia, sindacati, rappresentanti dei comitati civici
e dei pendolari (quei pochissimi che usavano il treno e a cui, evidentemente,
la soluzione alternativa del trasporto su gomma per Torre Annunziata non piace
proprio, vai a capire il perché…) avrebbero potuto almeno informarsi prima di
parlare. Perché ciò che l’Amministrazione Bobbio è riuscita a ottenere in poco
più di due anni e mezzo, ovvero la «liberazione» di corso De Gasperi da una
linea ferroviaria «fantasma», invano aveva cercato di ottenerlo anche l’Amministrazione
Vozza, come si evince dal protocollo d’intesa tra Regione Campania (all’epoca a
guida bassoliniana), Comune di Castellammare appunto e Fs sistemi urbani srl.
Un protocollo d’intesa siglato il 26 giugno 2009 – di cui, con ogni evidenza,
nemmeno l’assessore Vetrella sa colpevolmente nulla, perché? – avente come
obiettivo letteralmente – «la verifica di
fattibilità del riassetto complessivo dei collegamenti su ferro nell’ambito del
Comune di Castellammare da e per Torre Annunziata e Gragnano, con la
delocalizzazione della nuova stazione di Castellammare (lato Torre Annunziata)
e la trasformazione della linea per Gragnano».
“Che
cos’hanno da dire il Pd, Sel, i Verdi e Idv, adesso? Ovviamente, nulla perché
non si è trattato di una semplice dimenticanza o di una disinformazione, ma di
una pura e semplice strumentalizzazione e mistificazione della realtà –
commenta il sindaco Luigi Bobbio -. Per questi soggetti politici, la verità è
una variabile relativa, assolutamente e totalmente soggetta alle convenienze
politiche del momento e, in nome di queste ultime, sono pronti a coprirsi di
ridicolo e di vergogna smentendo perfino se stessi. Pur di avversare le mie
scelte amministrative e i miei risultati concreti, ancora una volta, si sono
dimostrati più che pronti e disposti a mettersi sotto i piedi gli interessi di
una intera città, purtroppo trovando la facile e pelosa compagnia della solita
sparuta pattuglia di cittadini protestatari a prescindere”.
“E la risibile, buffonesca e cialtronesca fanta-ipotesi della speculazione edilizia criminale, cui gli esponenti di Sel e Verdi hanno fatto riferimento in questi giorni, non si affacciò nei loro «cervellini» quando il loro «dux conducator victoriosus» Vozza siglava con penna d’oca un protocollo d’intesa che poi non riuscì nemmeno a tradurre in fatti? Il «gloriosus» non era, allora come oggi, il loro leader e soggetto esponenziale per eccellenza? Perché il «gloriosus», stranamente, oggi su questa vicenda tace? Cari amici di Pd, Verdi, Sel e Idv, decisamente la coerenza non è fra le vostre preclare virtù”, ha concluso Bobbio.
“E la risibile, buffonesca e cialtronesca fanta-ipotesi della speculazione edilizia criminale, cui gli esponenti di Sel e Verdi hanno fatto riferimento in questi giorni, non si affacciò nei loro «cervellini» quando il loro «dux conducator victoriosus» Vozza siglava con penna d’oca un protocollo d’intesa che poi non riuscì nemmeno a tradurre in fatti? Il «gloriosus» non era, allora come oggi, il loro leader e soggetto esponenziale per eccellenza? Perché il «gloriosus», stranamente, oggi su questa vicenda tace? Cari amici di Pd, Verdi, Sel e Idv, decisamente la coerenza non è fra le vostre preclare virtù”, ha concluso Bobbio.
| ECCO IL PROTOCOLLO DI INTESA |
giovedì 11 ottobre 2012
Biblioteca, Bobbio: non ci sarà chiusura pomeridiana, stiamo cercando i dipendenti “Nei prossimi giorni il personale sarà trasferito nella struttura, giovani siano tranquilli”
“Con riferimento alla recente questione sorta in merito agli orari
di apertura pomeridiana della biblioteca comunale, condividendo e facendomi
carico della giustissima istanza e delle giustissime preoccupazioni dei giovani
stabiesi assidui frequentatori della stessa, ho dato mandato al dirigente del
settore Personale di procedere immediatamente ad attivare le procedure
necessarie per la immediata copertura dell’organico, al fine di impedire
qualsivoglia variazione di orari così garantendo le possibilità di utilizzo
della struttura fino ad oggi abituali”.
Lo annuncia
il sindaco di Castellammare di Stabia, Luigi Bobbio.
“Mi
meraviglia, profondamente, come altra dirigenza di questo Ente non abbia
immediatamente pensato a sua volta a richiedere al dirigente, dott. Battinelli,
l’adozione di tale procedura, ma questa è altra storia – ha aggiunto Bobbio -.
In particolare, ho dato mandato al dott. Battinelli, nella sua qualità di
dirigente al Personale, che ha con solerzia e prontezza dato attuazione alla
mia direttiva, di pubblicare immediatamente, secondo le ordinarie procedure, un
interpello rivolto a tutti i dipendenti dell’Ente di categoria C e B affinché,
ove mai interessati, facciano pervenire istanza di trasferimento verso la
biblioteca comunale. Il termine assegnato per presentare la suddetta istanza di
trasferimento è di sette giorni da ieri – ha proseguito il sindaco -. Ove mai
alla scadenza non dovesse essere stata presentata alcuna istanza di
trasferimento o siano state presentate istanze in numero inferiore a quelle
necessarie ad assicurare il servizio, lo stesso dott. Battinelli procederà,
sempre su mio indirizzo, all’individuazione del personale da trasferire presso
la biblioteca. Mi piace, pertanto, rassicurare i giovani studenti stabiesi che
le loro giuste aspettative e le loro ineludibili necessità di studio o di
cultura – ha concluso il sindaco – continueranno ad essere garantite”.
Giudici di pace, Comune scrive a ministero: pronti a sostenere spese per struttura Il sindaco Bobbio e il vice Cannavale chiedono chiarimenti sui costi e sulle indennità
Chiusura degli uffici del giudice di pace, si muove
l’Amministrazione comunale di Castellammare di Stabia. Il sindaco Luigi Bobbio
e il vicesindaco e assessore alla Legalità, Giuseppe Cannavale, hanno chiesto delucidazioni
al ministero della Giustizia in relazione ai costi per il mantenimento della
struttura stabiese, la cui soppressione è prevista dal decreto «Salva Italia» insieme
ad altre 673 in tutt’Italia. La legge prevede, infatti, che gli uffici del
giudice di pace possano continuare a operare se i Comuni – singolarmente o in
consorzio – decidano di farsi carico delle spese.
Nell’ottica
di continuare ad assicurare, quindi, al territorio stabiese un importante
presidio di giustizia e sicurezza a tutela dei diritti dei cittadini, ma pur
sempre nella consapevolezza degli stringenti vincoli di bilancio dell’Ente
locale, nella lettera indirizzata al Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria
del personale e dei servizi, Bobbio e Cannavale si sono soffermati, in
particolare, su due aspetti qualificanti per l’analisi di sostenibilità economica
dell’operazione «salvataggio»: ovvero la dotazione organica del personale
amministrativo e le indennità dei magistrati onorari.
“È mia
intenzione fare tutto il possibile per mantenere, a cura e spese dell’Amministrazione
comunale, l’importantissimo presidio di legalità del giudice di pace a
Castellammare, riscontrando peraltro in questo modo precise istanze che
giungono dal territorio e, in particolare, dalla classe forense – ha commentato
il sindaco Bobbio -. Tuttavia, essendo assolutamente in grado e disposti a
sostenere i costi della struttura, necessita sapere (da qui il quesito posto al
ministero della Giustizia) a carico di chi cadrebbero i costi degli stipendi
dei giudici di pace in particolare, in quanto se ci dovesse essere chiarito che
anche tali costi dovrebbero essere a carico del Comune, la prospettiva
diventerebbe particolarmente difficile dal punto di vista della sostenibilità
economica per l’Ente. Confermo, tuttavia, che anche in questo denegato caso,
cercheremo di studiare e adottare soluzioni idonee a consentire di reperire la
necessaria copertura. La nostra città ha bisogno di legalità e su questo la mia
Amministrazione si sta muovendo con grande determinazione ed eccellenti
risultati. È indubbio che poter mantenere in città la struttura del giudice di
pace – ha concluso Bobbio – darebbe un contributo ulteriore al complemento di
questo percorso di rinnovamento civile”.
mercoledì 10 ottobre 2012
Varano, Bobbio: direttiva agli uffici tecnici per approfondimenti archeologici Il sindaco: “Servono precisa individuazione e valutazione del vincolo sull’area”
“Il 18 settembre scorso, nel corso di un consiglio comunale
convocato sulla questione Varano, si è consumato l’ennesimo atto di disprezzo di
una parte delle opposizioni nei confronti dei cittadini stabiesi e delle loro
necessità allorquando fecero mancare il numero legale impedendo così di votare
un ordine del giorno, presentato dal consigliere Melisse, sottoscritto dai
consiglieri di maggioranza e condiviso in conferenza dei capigruppo, ordine del
giorno con il quale si intendeva porre delle basi serie per affrontare ed
avviare a soluzione la variegata ed articolata questione edilizia Varano. A
quelle opposizioni, cui evidentemente non importa niente dei cittadini, parve
più conveniente tentare di privare la città anche di quest’ulteriore virtuosa
occasione con un trucchetto di furbizia politica, piuttosto che dare il loro
contributo alla instaurazione, dopo molti e molti anni, di un percorso
amministrativamente e giuridicamente corretto sull’area”.
Lo ha
detto il sindaco di Castellammare di Stabia, Luigi Bobbio.
“Io mi
sono sentito, tuttavia, vincolato politicamente, civilmente e moralmente da
quell’iniziativa e ho deciso, nella profonda consapevolezza che la questione
Varano va affrontata e impostata in una maniera saggia e virtuosa che tenga
conto della complessità del fenomeno e non ricalchi i giochetti, gli artifizi e
le illegalità della precedente Amministrazione, di adottare, proprio secondo
quanto dicevano la lettera e lo spirito di quell’odg, una direttiva di
indirizzo ai dirigenti competenti riguardante, per l’appunto, l’area
archeologica di Varano. Ho, pertanto, impartito direttive agli uffici tecnici
comunali di condurre ogni approfondimento necessario alla definizione
urbanistica dell’intera area, anche in prospettiva del suo rilancio e alla luce
dell’ormai imminente e nuovo piano paesistico regionale e dell’altrettanto
imminente avvio dell’iter per la formulazione del piano urbanistico comunale –
ha continuato Bobbio -. Tale atto è stato da me ritenuto necessario e
indifferibile anche per poter finalmente mettere l’Ente nelle condizioni di
affrontare, in maniera articolata, una questione complessa in cui diverse
porzioni di quel territorio sono interessate da diverse priorità che vanno
messe in equilibrio tra loro: salvaguardare il patrimonio archeologico e
metterlo al servizio dello sviluppo della città tutelando al contempo le
aspettative di centinaia di cittadini stabiesi in relazione al proprio bisogno
di abitazione. Ho pertanto affidato agli uffici tecnici di attivare i percorsi
utili e necessari a consentire di operare le indispensabili valutazioni di
interesse archeologico assicurando altresì, attraverso una interlocuzione con
la Sovrintendenza archeologica di Napoli-Pompei, che lo scopo di tutela in
conformità dell’orientamento giurisprudenziale in materia venga circoscritto e,
in questo modo, anche rafforzato, a quei casi in cui sia stata effettuata una
precisa individuazione e valutazione del vincolo, anche alla luce di quanto
disposto dalle note tecniche al Prg vigente per le zone destinate a parco
archeologico”.
“In buona sostanza, ferme
restando, nel rispetto della normativa vigente, le procedure relative a
interventi edilizi operati su aree pubbliche, in ordine ai quali non è
possibile frapporre alcun ostacolo all’esecuzione dei provvedimenti, la mia
direttiva affida ai dirigenti dei settori tecnici l’avvio di tutti gli
approfondimenti necessari, in forte sinergia operativa con l’istituzione
Sovraintendenza, a definire e individuare in maniera organica e conclusiva le
sole aree sulle quali possa ritenersi, secondo la giurisprudenza in materia,
effettivamente operativo ed esistente il vincolo in riferimento all’effettiva
esistenza di un interesse archeologico”, ha concluso il primo cittadino.
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