
Lo ha detto Luigi Bobbio, sindaco
di Castellammare di Stabia ed ex senatore della Repubblica, componente della
commissione d’inchiesta sui fatti di Genova.
“Un verdetto inaccettabile, a
tratti moralista, certamente abbastanza lontano dal puro diritto e con troppe
strizzate d’occhio ai manifestanti di allora che, equamente divisi tra non
violenti e violenti, recano oggi come allora tutti, gli uni e gli altri, su di
sé le responsabilità per quanto accadde a Genova. La grande responsabilità dei
non-violenti fu infatti quella di non aver fatto nulla per denunciare e
distinguersi dai violenti fornendo agli stessi, addirittura, la copertura del
loro numero all’interno del quale nascondersi per poi partire per i raid
distruttivi – ha aggiunto Bobbio -. Oggi come ieri non ci sto acché una
giustizia, della quale sempre più cittadini hanno smesso di fidarsi, condanni
lo Stato e il popolo italiano in un momento di così grande difficoltà a
privarsi dell’apporto vitale di funzionari della polizia di Stato dalla
irreprensibilità, professionalità, inattaccabilità morale, personale e
professionale senza pari. A tutti loro la mia personale solidarietà e, in
particolare, a Franco Gratteri, che conosco e stimo dal 1985 quando io
giovanissimo sostituto, lui giovane funzionario della Mobile, ci conoscemmo sul
teatro di un fatto di sangue. La mia solidarietà alla polizia di Stato tutta e
per essa ad Antonio Manganelli, uno dei migliori capi della polizia che questo
Paese abbia mai conosciuto dal quale, in questa storia, mi divide un solo
passaggio: la nostra polizia di Stato – ha concluso Bobbio – la mia polizia di
Stato non deve chiedere scusa a nessuno. Mai”.
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